Emilia: polemiche sui fondi per i trans

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"Le azioni messe in atto dalla Regione sono in linea con le disposizioni comunitarie". E' la risposta dell' assessore alle polemiche sui fondi per l'inserimento lavorativo dei transessuali.

BOLOGNA – Le azioni messe in atto dalla Regione (delibera n. 359/2000) sono perfettamente in linea con le disposizioni comunitarie che equiparano tutti i tipi di discriminazioni e quindi comprendono anche quella sessuale. E’ la risposta dell’ assessore Mariangela Bastico al consigliere Fabio Filippi (Fi) che, in un’ interrogazione, aveva criticato l’ assegnazione dei fondi per l’ inserimento lavorativo dei transessuali.

"La realta’ – ha detto ancora Bastico – non sempre riflette cio’ che noi vorremmo; e’ difficile per un transessuale, come per altre persone che trovano un sostegno nelle azioni che noi abbiamo indicato, trovare un’ occupazione perche’ non tutti dimostrano, nei fatti, la volonta’ di rispettare le propensioni sessuali di ognuno. Ho gia’ avuto modo di dire, in precedenti interventi, che l’ obiettivo principale della strategia europea per favorire l’ occupazione e’ quello di trarre dalle sperimentazioni attuate nei vari territori, elementi in grado di sostenere, per tutti, le politiche e le prassi future in materia di occupazione e formazione. Questo significa che gli Stati europei, proprio per evitare logiche di contrapposizione tra categorie deboli, vecchie e nuove, si sono posti il piu’ alto obiettivo di integrazione".

"Non sono d’ accordo – ha detto Fabio Filippi, che si e’ dichiarato insoddisfatto della risposta – con queste scelte, anche se sono finanziate dalla Comunita’ europea, perche’ i veri discriminati non sono i transessuali, ma le famiglie normali".

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