Erezione: un enzima la fa durare nel tempo

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Una rierca USA svela il mistero dell'erezione, e individua la sostanza in grado di evitare spiacevoli "fuochi di paglia".

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Baltimora – Svelato il ‘mistero’ dell’erezione. è tutto merito di un enzima, dal nome poco stimolante: l’ossido d’azoto endotelial-sintetasi (NOeS). I ricercatori della Johns Hopkins di Baltimora hanno scoperto, infatti, che questa molecola è alla base del meccanismo che permette di mantenere l’erezione dopo la prima fase dell’eccitazione.

Secondo gli specialisti, "fisiologicamente è come guidare una macchina: non si puo’ semplicemente accendere il motore per andare da qualche parte, ma bisogna spingere l’acceleratore e mantenerlo pigiato". Lo studio è pubblicato sui ‘Proceedings of the National Academy of Sciences’.

L’equipe, coordinata dal dottor Arthur Burnett, evidenzia che l’erezione è "accesa" dalla liberazione di ossido d’azoto (NO) da parte dei nervi del pene. Questo stesso meccanismo la mantiene nel tempo. Altrimenti l’effetto dell’NO, che è un potente vasodilatatore e favorisce l’afflusso di sangue e il rigonfiamento dei tessuti, cesserebbe dopo pochi secondi. E l’erezione sarebbe "un desolante fuoco di paglia", constatano gli stessi ricercatori.

Lo studio è stato condotto su topi e ratti geneticamente modificati: i vasi sanguigni vengono stimolati di continuo dai nervi, per liberare una dose costante di NO. A questo punto interviene il NoeS, l’elemento chiave di un’erezione prolungata: solo con l’azione dell’enzima è infatti possibile garantire un continuo rifornimento di NO a tutto il sistema.

I ricercatori, comunque, si tengono a ricordare che tutto questo meccanismo si mette in moto con un semplice pensiero erotico, oltre che con uno stimolo fisico.

di Nadir notizie

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