ESCLUSIVO: LEGGI E DIRITTI DEI GAY NEL MONDO.

di

Ecco un reportage completo sulla situazione dei gay in tutto il mondo: diritti, matrimonio, adozioni. Dalla Scandinavia felix alla lontana Nuova Zelanda. In Europa, l'Italia rischia di restare...

1063 0

Il cammino per il riconoscimento civile delle unioni gay in molti paesi del mondo deve ancora iniziare. In almeno 80 Paesi l’omosessualità è ancora considerata illegale ed è punibile con pene che arrivano anche alla detenzione o alla condanna a morte. Nel 2000 capita ancora che i gay vengano uccisi in Brasile, Messico, Arabia Saudita, Afganistan, Iran e Iraq. In Pakistan, Mauritania, Singapore e in Malesia, ai gay sono inflitte pene detentive o multe. E questo nonostante il fatto che nell’ultimo decennio in molti paesi si sia notevolmente rafforzata la coscienza collettiva contro la discriminazione in base ai comportamenti sessuali e sulla parità di diritti tra coppie gay e etero. Sono comunque molti i parlamenti del mondo a chiedersi se non sia necessario riempire i vuoti legislativi sulle coppie di fatto. Ecco il panorama.

Unione Europea – Nel febbraio del ’94 il Parlamento Europeo approva una risoluzione in cui chiede alle istituzioni comunitarie e ai governi dell’Unione di riconoscere agli omosessuali alcuni diritti: matrimonio, adozione, custodia dei figli, asilo politico e piena uguaglianza con i cittadini eterosessuali. Una risoluzione ambiziosa, seguita poi da altri appelli delle istituzioni Europee e dal richiamo del Consiglio dell’Europa (il cane da guardia dei diritti civili), che comincia ad avere alcuni effetti. Non in tutta l’Europa ma in molti paesi almeno oggi si parla dell’argomento. Un inizio.

Paesi Bassi – Il paese dei fiori è il fiore all’occhiello dell’Europa di tutti e quindi anche delle coppie gay. Il 12 settembre 2000 la camera bassa del Parlamento Olandese ha approvato il matrimonio gay. Non solo, ha anche deciso di riconoscere alle coppie dello stesso sesso il diritto di adottare dei bambini. Larga maggioranza per queste decisioni futuriste per molti altri paesi europei: 107 voti contro 33. I Paesi Bassi sono il primo paese al mondo ad autorizzare senza mezzi termini l’adozione da parte di coppie gay. Al fine di non scatenare problemi giuridici inestricabili a livello internazionale i parlamentari hanno ristretto la possibilità di adozione ai soli bambini olandesi. Il riconoscimento del matrimonio qui ha un significato solo simbolico: i gay olandesi infatti potevano già “registrare” la loro unione in municipio e ottenere così gli stessi diritti e vantaggi (ad esempio fiscali) delle coppie eterosessuali sposate. Sono 50 anni avanti, in Olanda, rispetto a noi. Ma anche qui vi sono opposizioni e reticenze. E, magia, anche quelle sono rispettate. I sindaci che si oppongono al matrimonio gay hanno il diritto di rifiutare di celebrarne l’unione nel loro comune. Per entrare definitivamente in vigore, entro il 2001, la legge deve essere approvata dal Senato. Praticamente una formalità. I tre partiti della coalizione al potere, tutti favorevoli al progetto, hanno una larga maggioranza.

Danimarca, Norvegia e Svezia – In Danimarca i matrimoni tra omosessuali sono legali dall’ottobre 1989 e le coppie godono degli stessi diritti delle famiglie in materia di alloggi, pensioni, eredità, separazioni, divorzi e immigrazione. Dal 20 maggio 2000 le coppie gay sposate hanno acquisito il diritto di adottare, in quanto coppia, i loro figli nati da matrimoni precedenti. A quando l’adozione tout court? Forza Danesi.

Nel 1993 e nel 1994, Norvegia e Svezia hanno adottato una legislazione matrimoniale identica a quella danese.

Islanda – La legge sul partenariato gay entra in vigore nel 1996. Riconosce anche il diritto di adozione dei figli di altri matrimoni di un partner di una coppia gay.

Francia – Il governo progressista di Lionel Jospin ha voluto fortemente voluto il Pacs. Approvato il 13 ottobre 1999 il Patto Civile di Solidarietà, offre riconoscimento sociale, tutela fiscale e civile alle coppie di fatto di qualsiasi sesso esse siano e quindi anche a quelle gay. Il Pacs, che nel momento della sua approvazione ha diviso in due i francesi, riscuote ora sempre maggior favore nell’opinione pubblica. I “pacsati” hanno diritti non proprio uguali a quelli forniti dal matrimonio ma è un buon primo passo. Possono trasmettersi il contratto d’affitto e nel caso di decesso di uno dei due partner. Possono presentare una dichiarazione dei redditi comune ed hanno diritto a delle agevolazioni fiscali. Per quel che riguarda le imposte di successione hanno meno diritti degli sposi ma più dei concubini (le coppie di fatto, che fra l’altro possono essere secondo la Corte costituzionale solo etero). Possono chiedere di essere mutati nella località in cui lavora il compagno. Il Pacs è anche fattore che può influire sulla regolarizzazione di un eventuale partner immigrato. Nella legge non si parla di adozione ma i frequenti dibattiti pubblici sull’argomento mostrano spesso una progressione della maturazione dell’opinione pubblica.

CONTINUA A LEGGERE...

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...