E.T. AMA I GAY

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Steven Spielberg si schiera ancora contro le discriminazioni nelle associazioni americane dei Boy Scout, accusandole di fare politiche discriminatorie contro omosessuali e atei.

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LOS ANGELES – Decisamente il rispetto per gli altri non rientra nella lista delle virtù insegnate dalle associazioni dei boy scout, organizzazione lo ricordiamo saldamente ancorata ai principi e ai valori del cattolicesimo. La cosa continua a non andar giù al regista e produttore Steven Spielberg che ha preso nei giorni scorsi ulteriormente le distanze da America’s Boy Scouts per le sue politiche sfacciatamente discriminatorie. Nella primavera dello scorso anno furono approvati e introdotti regolamenti che escludevano i gay dalle attività dell’associazione e Spielberg si era dimesso dal suo ruolo di consigliere del comitato Boy Scouts giustificando la decisione col fatto di non potersi ulteriormente impegnare al servizio di un’associazione impegnata nella discriminazione: “Mi rattrista molto vedere la Boy Scout of America attivamente e pubblicamente partecipare a discriminazioni. E’ un vero peccato. Ho più volte sia in pubblico che in privato preso posizione contro intolleranze e discriminazioni basate su etnia, religione, razza e orientamento sessuale” aveva detto.
Adesso il cineasta critica giustamente l’ulteriore passo in avanti in questa politica dell’esclusione, stavolta ai danni degli atei dicendo: “C’e’ un movimento all’interno dei Boy Scouts che mira ad impedire agli atei di poter far parte dell’associazione, ancora una volta per un paio di parole contenute nel motto Boy Scout. Mi dimisi dai Boy Scouts perché escludevano i gay dalle attività. Questo non accadeva quando io ero bambino ma adesso sembra che seguano la politica delle forze armate riguardante i gay nell’esercito, e penso che sia una cosa terribile. Impedisce a molti bambini creativi di poter fare cose che io potei fare quando ero boy scout, tipo fare un filmino superotto per la consiglia delle medaglie di merito ed essere colto dalla passione per il cinema. I Boy Scout mi hanno dato il via, e li ringrazio per questo, ma non posso sostenere queste loro nuove regole. Dovevo dire qualcosa, e andarmene”.
Bene ha fatto Spielberg a mantenersi coerente ai propri valori. L’intera vicenda in effetti getta quantomeno qualche ombra sull’intera struttura e intenti del gruppo, dal momento che tra gli scopi e gli obiettivi dei Boy Scout ci sarebbe quello di educare le nuove generazioni e diventare “buoni cittadini”, “cittadini del mondo” “seguendo un originale percorso di formazione umana ispirato ai criteri del pluralismo”. Questo perlomeno e’ quello che si legge nel sito web ufficiale dell’associazione. “Senso civico” quindi “fratellanza, rispetto, tolleranza.” Queste le parole. Nei fatti i gay e adesso anche gli atei sono “fratelli” sgraditi.

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