European Alternatives: “Riconoscete le nostre unioni”

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L'apello è stato lanciato durante il forum Transnazionale che si è tenuto oggi a Roma presso la Camera dei Deputati. Concia: "Non si può essere europeisti solo sull'economia...

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"Riconoscete il nostro matrimonio!" in tutta Europa. La comunità omosessuale di attivisti ‘European Alternatives’ lancia l’appello al Forum transnazionale in corso oggi alla Camera dei Deputati, sottolineando che svolgere l’iniziativa nella sede del Parlamento è "estremamente importante poiché l’Italia è uno di quei Paesi che continuano a non voler riconoscere tutte le forme di unioni stabili". Obiettivo della giornata è creare una coalizione di organizzazioni pronte a collaborare e intraprendere azioni coordinate per richiedere il riconoscimento universale delle unioni omosessuali esistenti all’interno di tutto il territorio europeo.

European Alternatives fa notare, in particolare, che l’Unione Europea è un territorio aperto in cui i suoi cittadini possono circolare liberamente: molti omosessuali vivono all’estero o intrattengono una relazione stabile con cittadini di quei Paesi che consentono loro di sposarsi o registrarsi, eppure non sono riconosciuti nel proprio Paese d’origine. Sono dieci infatti gli Stati membri dell’Ue che non garantiscono ai cittadini questi diritti. "Non si può essere europeisti sui temi economici ma non sui diritti civili – ha sottolineato Paola Concia (Pd),-. Io credo che si tratti di una necessità".

"Vogliamo essere cittadini d’Europa a 360 gradi – continua la deputata promotrice della legge contro l’omofobia che ha preso parte al forum transnazionale organizzato oggi a Roma dalla comunità European Alternatives-. Vogliamo creare un fronte comune attraverso il rafforzamento dei network esistenti e una fitta campagna nei Paesi in cui le famiglie omosessuali non sono ancora riconosciute – ha detto a margine del convegno – perché l’Europa possa divenire l’istituzione regolatrice di questi diritti". Concia, che considera l’Europa la sua seconda nazione, crede sia "impensabile un’Unione Europea in ambito economico prescindendo da un’Unione Europea democratica dei diritti civili". L’arretratezza della società è solo un alibi per l’onorevole del Pd: "La società civile è molto più avanti di una politica sorda – ha detto – gli italiani sono assolutamente pronti a riconoscere le unioni omosessuali nei loro diritti e doveri".

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