Facebook censura Certi Diritti: colpa di un nudo integrale

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Il social network ha rimosso una foto della campagna di tesserameto "Dai corpo ai tuoi diritti" perché ritraeva un nudo integrale. L'associazione: "Bigotti e moralisti. Continuate a mandare...

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Facebook censura il nudo integrale, anche se non è classificabile come pornografia ma fa parte della campagna tesseramento di un’associazione che promuove i diritti. Come riportato da Gay.it lo scorso 26 giugno, l’associazione radicale Certi Diritti ha lanciato la campagna "Dai corpo ai tuoi diritti" per portare sempre più persone a partecipare alle attività dell’associazione stessa mirate alla promozione di diritti quali il matrimonio tra persone dello stesso sesso e la riforma del diritto di famiglia, la regolamentazione della prostituzione, i diritti delle persone trans e intersessuali, affettività per i detenuti, sessualità e disabilità. La campagna prevede la pubblicazione sui social network di foto che ritraggono i propri iscritti che scelgono di mandare i loro scatti nudi con un cartello che recita lo slogan della campagna.

"La campagna ha avuto un grande successo sui social network e decine di persone hanno deciso inviarci le loro immagini – spiega Yuri Guaiana, segretario dell’associazione -. Tra queste Giorgio Lorenzo Codibue ci ha inviato una foto di nudo integrale che abbiamo deciso di pubblicare poiché crediamo nella libertà di espressione di ciascuno e un corpo nudo, senza volgarità, esprime al meglio la richiesta radicale di diritti nudi e crudi, non travestiti da elemosina concesse a dei sudditi. Di più: il corpo è la posta in gioco nell’agone politico da sempre: sui corpi si inscrivono le violenze e i soprusi e dunque bisogna partire da corpi più liberi e consapevoli per affrancarsi dai pregiudizi e dalle ideologie patriarcali e paternalistiche".

La cosa, però, non è piaciuta a Facebook che ha eliminato la foto dalle proprie pagine.

"In meno di 24 ore la foto è diventata virale su Facebook stimolando un dibattito molto interessante sui diritti, il pudore, la comunicazione e la morale – continua Guaiana -. Il censore, tuttavia, ha colpito anche la realtà virtuale. Da qualche minuto al posto della foto incriminata si legge la seguente dicitura: Attachment unavailable. This attachment may have been removed or the person who shared it may not have permission to share it with you”.

Ad entrare in gioco è stato il regolamento di Facebook che prevede: “Non pubblicare contenuti: minatori, pornografici, con incitazioni all’odio o alla violenza, con immagini di nudo o di violenza forte o gratuita”.

Ma l’associazione non ci sta. "I gestori di Facebook possono scegliere le policies che credono, anche delle policies moraliste e bigotte – attacca Guaiana – che per censurare la violenza ritengono necessaria la qualifica aggiuntiva “forte o gratuita”, mentre il nudo viene censurato a priori, anche nel caso della foto della campagna “Dai corpo ai tuoi diritti” dall’evidente alto valore morale e artistico".

Nonostante la censura subita, però, l’associazione non intende fermare la campagna ed invita tutti a contribuire con le proprie foto "anche di nudo integrale, che continueremo a pubblicare".

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