Famiglie arcobaleno escluse dalla Conferenza Nazionale della Famiglia in programma a Roma

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All'iniziativa, in cui si parlerà di politiche (anche fiscali) per la famiglia, parteciperanno anche Gentiloni, Boldrini, Padoan e Fedeli.

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“Per il governo italiano gay e lesbiche vanno tenuti fuori dalla porta quando si discute di politiche per la famiglia”: la denuncia arriva direttamente dalle associazioni LGBT.

Famiglie Arcobaleno, Rete Genitori Rainbow e Agedo, di fronte al mancato invito alla Terza Conferenza Nazionale della Famiglia in programma per il 28 e 29 settembre a Roma, spiegano che l’evento sarà riservato esclusivamente a persone eterosessuali e a gruppi cattolici.

L’iniziativa è del Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio, con il supporto dell’Osservatorio nazionale sulla famiglia. La conferenza promette di affrontare temi di grande rilevanza e attualità (crisi demografica, politiche fiscali, conciliazione vita e lavoro), avrà come focus la discussione sulle linee generali del prossimo Piano Nazionale per la Famiglia e vanterà la partecipazione del premier Paolo Gentiloni, della Presidente della Camera Laura Boldrini, del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, della ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli e di molti altri esponenti politici.

+++Lgbt fuori dalla Conferenza della Famiglia organizzata dal governo+++

Il governo organizza la Conferenza della…

Pubblicato da Associazione Famiglie Arcobaleno su Domenica 24 settembre 2017

 

Agedo, associazione che rappresenta genitori e amici di persone LGBT, è stata invitata a partecipare (ma non a intervenire), mentre Rete Genitori Rainbow (l’associazione che riunisce i genitori omosessuali e transessuali che hanno avuto figli da precedenti relazioni) ha ricevuto un secco no in seguito alla richiesta di aderire all’iniziativa.

I rappresentanti delle tre associazioni (rispettivamente Marilena Grassadonia, Alessandra Forani e Gabriele Faccini (Rete Genitori Rainbow) e Fiorenzo Gimelli hanno dichiarato: “La nostra esclusione è grave e già il fatto che si parli di famiglia e di non famiglie è significativo. Tanto più grave che ciò venga fatto a poco più di un anno dalla legge sulle unioni civili. Chiediamo ai rappresentanti delle istituzioni e del Governo più sensibili alle istanze del mondo LGBT di intervenire per andare oltre questa esclusione, o in alternativa di disertare un appuntamento che, così congegnato, è inaccettabilmente discriminante”.

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