Famiglie gay escluse, di nuovo, dal Festival delle Famiglie

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La tradizionale kermesse organizzata dal ministro per la Famiglia anche quest'anno esclude le famiglie gay. Concia: "Più laicità da un governo tecnico"

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Dal 25 al 27 ottobre prossimi si terrà come ormai da tradizione,  l’annuale Festival della Famiglia organizzato dal Ministro competente Andrea Riccardi che, esattamente come il suo predecessore Carlo Giovanardi, ha escluso anche questa volta le famiglie gay dalla kermesse di Riva del Garda.
Nessun rappresentate delle associazioni che si occupano di famiglie omogenitoriali, ma neanche nessuna coppia o famiglia lgbt, sarà presente né come invitato né, men che meno, come relatore. "Una scelta grave e irrispettosa che va tra l’altro contro tutte le direttive europee in materia" ha commentato in una nota la deputata del Pd Anna Paola Concia.

"Dal ministro Riccardi – continua l’onorevole – mi aspettavo qualcosa di più che la riproposizione di un film già visto negli scorsi quattro anni con Giovanardi".
A quanto pare, l’esclusione è stata giustificata con non meglio specificate motivazioni tecniche. "Si può anche scegliere in maniera faziosa di non invitare le famiglie omosessuali a una manifestazione, fingendo che esse non esistono – scrive ancora Concia -, ma questo di certo non le cancella. Mi chiedo come si possa decidere di escluderle a priori da un luogo in cui si dovrebbero discutere le politiche a sostegno di tutte le famiglie italiane".

Critico verso la scelta del Ministro anche Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia che lamenta come non siano state invitate ”neppure l’associazione dei genitori di figli omosessuali, o che si occupano di politiche familiari, includendo tutte le varie forme di unioni etero o omosessuali presenti in Italia".
Una scelta dietro la quale, secondo Mancuso si nasconde "la volontà di discriminare realtà sociali che evidentemente non sono gradite, in special modo da quell’associazionismo di stampo cattolico che spadroneggia in questi convegni, propugnando visioni e proposte avulse dall’oggettiva attuale organizzazione sociale”. Infine Mancuso chiede al Ministro di spiegare il perché di quella che, in violazione delle direttive europee, risulta essere una vera e propria discriminazione.

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