FASCISTI AD ALESSANDRIA?

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I Carabinieri sostengono che gli autori delle minacce che hanno portato all'annullamento della cena, potrebbero fare riferimento a gruppi neonazisti. Intanto, la città si mobilita.

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ALESSANDRIA – Non sono balordi, quelli che hanno pubblicato nel forum del sito internet inalessandria.it le minacce che hanno portato poi all’annullamento della cena dei frequentatori della chat di Gay.it organizzata nella cittadina piemontese lo scorso sabato. Se ne dicono convinti i Carabinieri, che sono stati mobilitati dalla denuncia contro ignoti presentata da Giovanni Felice Mapelli del Centro Studi Teologici di Milano: «Il Colonnello, da me contattato, mi ha detto che il tipo di linguaggio usato, come ad esempio “tutti alla Bella Napoli armati di spranghe”, è più facilmente legato a gruppi organizzati di area neofascista, piuttosto che a singoli individui poco tolleranti. Non mi sorprenderebbe se dietro ci fosse Forza Nuova».
E’ preoccupato e arrabbiato, Mapelli, che dice di essersi sentito solo nel presentare questa denuncia. «Dov’era Arcigay?», si domanda. Ma in realtà, la massima organizzazione omosessuale italiana, contattata da Gay.it, afferma di seguire la vicenda da vicino, soprattutto tramite i circoli piemontesi di Torino e Ivrea.
Secondo Mapelli, il “caso” della cena gay ha sprtito un effetto positivo sulla città: «Alessandria ha risposto molto bene – sostiene – Al di là del fatto che vengano identificati gli autori delle minacce, non è punire il singolo individuo ch emi interessa, quanto creare il dibattito che consente di cambiare l’ottica della società. E ad Alessandria, le dimostrazioni di solidarietà che giungono, dimostrano che se ci si impegna a fondo, le cose si ottengono».
Ed è vero: anche secondo il consigliere comunale Daniele Viotti, che ha presentato un’interrogazione al sindaco perché prenda posizione sulla vicenda, «Alessandria, per fortuna, non è questa e gli alessandrini non sono quelli» riferendosi evidentemente agli autori delle minacce. «Con i compagni del CODS stiamo valutando l’opportunità di organizzare, insieme alla Sinistra Giovanile di Alessandria di cui faccio parte, una cena in tempi molto stretti – annuncia Viotti – anzitutto per ristabilire in Alessandria un principio fondamentale come quello di cittadinanza».
«Ora credo che passato lo sconcerto e lo sdegno per quanto avvenuto sia il momento di pensare a quali siano gli strumenti più adatti per permettere ad una comunità di crescere – prosegue Viotti – Sarà uno sforzo importante ma credo che il combinato del “fattaccio brutto” di sabato scorso insieme al retroterra culturale della nostra città possano essere non solo utili per sanare quanto accaduto, ma addirittura possa diventare terreno di sperimentazioni di un decisivo passo in avanti nella lotta contro le discriminazioni e verso un’idea più avanzata di libertà».

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