FASSINO COI GAY A CONGRESSO

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Pieno impegno dei DS per leggi regionali contro la discriminazione in tutta Italia. Lo garantisce il segretario all’assise di Arcigay a Bologna.

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BOLOGNA – I Democratici di sinistra promuoveranno l’approvazione di leggi regionali contro le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale, sull’esempio di quanto già fatto dal Consiglio regionale della Toscana. L’impegno è stato assunto, accanto a quello per una legge nazionale sul Pacs, dal segretario nazionale dei Ds Piero Fassino, intervenendo stamattina al congresso nazionale di Arcigay, in corso a Bologna.
La prima legge regionale contro le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale è stata approvata dalla Regione Toscana nel corso del 2004.
“Anche le regioni italiane – ha commentato il presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice – possono contribuire a realizzare in Italia le condizioni per una società più libera, accogliente e rispettosa di tutte le diversità. Le regioni possono supplire a ritardi gravi dello Stato italiano rispetto alla maggior parte degli altri stati europei in cui leggi contro le discriminazioni vigono ormai da anni”.
La prima giornata del congresso nazionale di Arcigay si era aperta ieri sulle note di “We are family” e si era chiusa con un lungo applauso e la felicità per la liberazione di Giuliana Sgrena. I 143 delegati provenienti dai 95 circoli politici e ricreativi sparsi per il paese hanno accolto con un lungo applauso Franco Grillini, che ha aperto i lavori con il ricordo del 3 marzo 1985, quando nacque l’idea di un’associazione nazionale che lavorasse per dare servizi e visibilità a gay e lesbiche. “Oggi possiamo dire che ci siamo riusciti – ha spiegato il presidente onorario dell’Arcigay – E da allora siamo stati protagonisti di una straordinaria opera di alfabetizzazione della società italiana sui temi dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere”.
Il presidente Sergio Lo Giudice, la cui rielezione nella giornata conclusiva del congresso appare scontata, ha ricordato i fatti di Giarre, quando nel 1989 due giovani ragazzi si fecero uccidere per lo scandalo che provocava in paese il loro amore. Ma è tempo di costruire il futuro: “Vogliamo un atteggiamento chiaro per le prossime elezioni – ha sottolineato Lo Giudice – l’inserimento del Pacs nel programma di chi si candida a governare il paese. Vogliamo sapere se chi chiederà il nostro voto avrà o non avrà rispetto per il nostro amore, paura delle nostre relazioni”.
Messaggi di vicinanza e apprezzamento per l’opera dell’associazione sono arrivati dal presidente del Senato Marcello Pera, e da Fausto Bertinotti, Oliviero Diliberto, Antonio Di Pietro e da due esponenti del cattolicesimo democratico: Don Franco Barbero e Don Andrea Gallo. In apertura anche il saluto del sindaco di Bologna Sergio Cofferati: “Credo molto nel valore delle forme associative – ha spiegato Cofferati in un discorso mantenuto su toni teorici e in cui si è esposto poco sulla questione gay –. Crediamo nella laicità, che ha bisogno di diritti riconosciuti e praticati. Nell’amministrazione bolognese avrete sempre un interlocutore attento”. Ci vuole Daniele Capezzone per scaldare un po’ la platea: “Lo sa Romano Prodi che l’arcobaleno che ha messo nel simbolo dell’Unione è in tutto il mondo il simbolo dei movimenti gay e lesbici? Speriamo se ne ricordi – ha affermato il segretario dei Radicali – E poi c’è un altro pericolo in giro, il clericalismo. Si vedono in giro crescere buttiglionidi qua e là. Per questo è importante vincere la battaglia dei referendum sulla procreazione assistita”.
Il pomeriggio è trascorso tra gli interventi dei numerosi esponenti politici presenti in sala. Luciano Violante, presidente del gruppo Ds alla Camera, conta i passi in avanti fatti dal suo partito in questi anni grazie all’Arcigay: “Adesso ce la metteremo tutta perché il Pacs entri nel programma dell’Unione. Ma dobbiamo fare in modo che la proposta di legge di Grillini sia discussa anche in questa legislatura, così da contare chi ci appoggia e chi no in questa battaglia di libertà”. “Anche noi Verdi chiediamo il Pacs a Romano Prodi – attacca Alfonso Pecoraro Scanio –. E insisteremo fino in fondo perché per noi deve essere una priorità di una coalizione che si propone come riformista e riformatrice”.
Molte sono state anche le voci che del movimento omosessuale e transessuale che hanno approfittato dell’occasione per fare ad Arcigay gli auguri per i suoi primi vent’anni di lotte. “La presenza dei genitori a fianco di Arcigay è importate perché è il momento di fare vedere che la famiglia vera è quella che vive nella sincerità e nel rapporto completo con i propri figli” – ha spiegato commossa Mila Banchi, rappresentante dell’Agedo. Piena vicinanza alle battaglie dell’associazione anche da parte di Arcilesbica: “Ho trovato molti punti di convergenza tra il documento programmatico di Lo Giudice e il programma di lavoro di Arcilesbica” – ha sottolineato la presidente Cristina Gramolini. E ancora Riccardo Gottardi, copresidente di Ilga Europe ha ringraziato l’associazione per il lavoro svolto in occasione della rimozione di Rocco Buttiglione dalla carica di commissario alle libertà civili della commissione europea: “Abbiamo dato un contributo fondamentale alla libertà di tutti i cittadini europei”. Proposte concrete da Imma Battaglia, la pasionaria romana leader del Dì Gay Project: “Dopo vent’anni è sempre più duro fare politica omosessuale. Noi vogliamo impegnarci concretamente sulla vivibilità per gli anziani omosessuali e sulla formazione dei giovani alla militanza omosessuale”. Un richiamo importante alle battaglie delle persone transessuali è arrivato da Marcella Di Folco, presidente del Mit, movimento italiano transessuali. E l’importanza della visibilità gay e lesbica sui mass media è stata portata all’attenzione dei delegati dalla giornalista Delia Vaccarello.
Il congresso nazionale di Arcigay si concluderà domattina con le votazioni e l’elezione dei principali organi dell’associazione: presidente nazionale, segretario nazionale, presidente onorario, consiglio nazionale. In mattina anche previsto l’intervento del giornalista Alessandro Cecchi Paone, che nei giorni scorsi aveva rivolto ad Arcigay la proposta di fondare un partito gay.

di Claudio Malfitano

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