Fioroni a Vendola, un figlio ai gay è atto di egoismo

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L'esponente cattolico del PD replica a Vendola e dice che un bambino non vorrebbe stare con due genitori gay. "Ciascuno di noi può desiderare un oggetto da possedere...

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"Io posso desiderare di avere una casa al mare, posso desiderare di avere una bella macchina. Ma il desiderio di avere un figlio deve rispettare il diritto naturale che ha un figlio, cioè avere un padre e una madre. A Vendola che vuole diventare padre risponderei così". A dirlo è stato Beppe Fioroni, deputato del Pd, a La Zanzara su Radio 24.

"Nichi ha avuto coraggio a parlare in pubblico di cose private – ha aggiunto Fioroni – ma il matrimonio e l’adozione non sono compatibili con la Costituzione e con le norme vigenti. E questa è la posizione della maggioranza del Pd. È legittimo aspirare a essere genitori, ma prevale il diritto dei bambini. No a due padri o a due madri". "Il figlio – spiega ancora Fioroni – è un atto d’amore, ma l’atto d’amore è anche rispettare il diritto di un figlio. Ciascuno di noi può desiderare un oggetto da possedere, però se non diamo a un figlio un padre e una madre non è un atto d’amore ma è una proprietà di un oggetto, un atto di egoismo. È far prevalere l’interesse di un genitore su quello di un bimbo".

Qualche mese fa, quando il PD ebbe modo di esprimersi sui matrimoni gay, Fioroni ebbe modo di dire come fosse una proposta demagogica. "Sono a favore del riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto – disse l’ex ministro dell’Istruzione – ma sono contrario ai matrimoni gay con questa Costituzione vigente". Quando poi il leader del suo partito, Pierluigi Bersani, mandò una lettera agli organizzatori del Gay pride di Bologna definendo come un Far West la mancanza di una legge sulle coppie gay, lo stesso Fioroni disse: "Io mi aspetto primarie di programma. Di contenuti. E mi auguro che i grandi temi possano essere raccolti da Bersani. Che sia lui a declinare lavoro, crescita, giovani e famiglia. Lui a gettare le basi per un atto di governo riformisti-moderati. Perché se non c’è lui, ci dovrà essere qualcun altro capace di metterli in agenda".

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