Fornero risponde all’appello di Vanity Fair su coppie gay

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Il ministro delle Pari Opportunità risponde all'appello di Vanity Fair: "no a discriminazioni ma il compito di fare una legge spetta al parlamento". Le associazioni, però, propongono cosa...

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Il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, con delega alle Pari Opportunità, "non si sottrae al richiamo e si impegna senza giri di parole a affermare e diffondere una cultura contro la discriminazione". Lo scrive il ministro Elsa Fornero al direttore di Vanity Fair che la scorsa settimana aveva dedicato una copertina ai diritti delle coppie lgbt per l’appello #nocoppieserieB – firmato da 7 mila persone in 7 giorni – dove chiedeva coraggio al governo sui temi delle coppie di fatto.

Spetta al parlamento – Il ministro ha precisa che spetta però al

Parlamento occuparsi delle questioni "da tempo all’ordine del giorno" e poste al nostro Paese da "istituzioni europee e internazionali: dalla mancata previsione di una specifica aggravante per i reati motivati da odio nei confronti delle persone omosessuali e transessuali, a quella già oggetto di una sentenza della Corte Costituzionale, e più recentemente da pronunciamenti della Corte di Cassazione, inerente lo status giuridico delle coppie LGBT".

L’impegno del ministro – "Aggiungo senza remore, anche un obbligo

morale all’approfondimento e alla discussione così come richiesto da un numero sempre maggiore di cittadini, organizzazioni e organi di stampa". Il ministro promette comunque di "agire, senza clamore ma con fermezza e determinazione, perché i diritti di tutti vengano riconosciuti e rispettati una cultura della diversità venga promossa e affermata".

Quello che Fornero può fare subito – Al di là dell’azione del

parlamento, non esattamente d’accordo nel prendere iniziative sulle ocppie di fatto, le associazioni lgbt danno al ministro un elenco di leggi che il governo potrebbe proporre da subito. Arcigay, ad esempio, chiede perché "si sblocchi l’iter di approvazione della Direttiva europea in materia di parità di trattamento", che "il Governo accolga "le sentenze 4184 della Corte di Cassazione e del Tribunale di Reggio Emilia del 13 febbraio 2012", e che abroghi "la Circolare Amato che impedisce la trascrizione dei matrimoni contratti all’estero tra persone dello stesso sesso per ragioni di ordine pubblico". Una richiesta, questa, in comune con i radicali di Certi Diritti: "La Circolare Amato – spiegano – motiva questo adducendo ragioni di ‘ordine pubblico’", una vergogna tutta italiana che il premier Mario Monti e il suo ministro con delega alle Pari Opportunità potrebbero da subito proporre ai partiti con la stessa fermezza con cui altri provvedimenti sono stati presentati alla maggioranza che sostiene il governo.

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