FRANCIA, LE COLPE DEI GAY

di

Act Up ha fatto campagna contro Jospin. La disfatta della sinistra vede responsabili anche i gay. Che ora rischiano di dover fare i conti con l'omofobia di Le...

CONDIVIDI
0 Condivisioni Facebook Twitter Google WhatsApp
0

Clicca mi piace per non perdere nemmeno una notizia.


PARIGI – In strada ci sono tutti. I verdi, i comunisti, i trotskisti. E anche i gay. Sotto le loro bandiere variopinte. È notte. Fonda. Siamo a Piazza della Bastiglia. I risultati sono poco più che accennati. Si confermeranno nelle ore che seguono. Le Pen, il leader dell’estrema destra francese, il fondatore del Fronte Nazionale, lo showman razzista e xenofobo (e accessoriamente anche omofobo) è al secondo turno delle elezioni presidenziali. Con Jacques Chirac, il presidente gollista uscente. Uno di estrema destra, l’altro di destra. La scelta non c’è. Nel senso che è unica. Tutti devono votare Chirac per sbarrare la strada a Le Pen. A meno di volere un presidente della repubblica populista e fascista (se ci condannano per questa opinione, spesso confermata dai fatti, di gay.it parlerà tutto il mondo).

Jospin è nella mente di tutti. Solo nella mente. È morto. Politicamente defunto. Ammazzato dall’astensione (28,7%), ucciso dal voto inutile. Dal voto distribuito ai quattro candidati trotskisti, ai verdi, al movimento repubblicano di Jean Pierre Chevennement. E allora ecco che questa manifestazione diventa la corvée di chi ha cattiva coscienza. Di chi si sente responsabile di aver tolto alla Francia la possibilità di scegliere.

Il peggiore di tutti fra i movimenti gay, quello che nella resa dei conti e nella divisione delle responsabilità sarà additato come maggiormente responsabile della sconfitta di Jospin è certamente l’associazione di lotta all’Aids Act Up Paris. Anche questo movimento è sceso in piazza l’altra sera. Per lottare contro la deriva fascista. Ha portato in piazza e le porterà ancora le sue bandiere, i suoi slogan. Ha dimenticato i suoi manifesti della campagna che per mesi ha condotto contro Lionel Jospin. Quei bei manifesti bianchi e neri con la nuca di Jospin e su scritto: "Votare per me?". Certo che no! Almeno non al primo turno. Il 21 aprile bisognava votare per qualcun’altro. Ecco fatto. Durante la manifestazione l’ex presidente di Act Up Emmanuelle Cosse ammette: "Sì, abbiamo sbagliato, pensavamo già a Jospin presidente. Non avevamo nemmeno preso in conto potesse andare diversamente". Act Up ha pochi iscritti. Evidentemente non ha più nessuna lungimiranza politica, scambia un’eventualità (quella di Jospin presidente) per una certezza. Ciononostante conta ancora molto. Almeno a livello di immagine e di comunicazione. Ha venduto la pelle dell’orso prima di averlo cacciato.

CONTINUA A LEGGERE...

Tutti gli articoli su:


Commenta l'articolo...