Frattini: “Errore legittimare le coppie gay a livello Onu”

di

Il Ministro degli Esteri, primo membro del governo ad esprimersi sulla questione, prova a difendere la posizione del Vaticano nella polemica sulla depenalizzazione dell'omosessualità.

672 0

"Sarebbe un errore approfittare a livello Onu di un principio riconosciuto da tutta la comunità internazionale per approvare una regola che legittima i rapporti familiari tra omosessuali". E’ questa la posizione espressa dal Ministro degli Esteri Franco Frattini a margine dela sua audizione sul G8 alla Camera dei Deputati. E’ il primo intervento ufficiale di un membro del governo sulla polemica nata dopo che il Vaticano si è espresso in modo contrario alla proposta francese di chiedere all’Onu una risoluzione per la depenalizzazione dell’omosessualità. 

"Credo che le parole del Vaticano siano da leggere nel modo giusto – ha continuato frattini -. Il suo no non è rivolto alla condanna della tortura e la violenza verso gli omosessuali. Questo è un principio fondamentale di tutta la comunità internazionale". Nessun accenno, da parte del ministro, come del resto da parte dell’osservatore del Vaticano Monsignor Migliore, a come comportarsi nei confronti dei 91 paesi del Mondo in cui persone omosessuali vengono perseguitate, torturate e incarcerate, per non parlare di quello in cui vengono regolarmente messi a morte. 

"L’Italia sostiene con forza il principio per cui non vi possa essere punizione penale né carcere per gli omosessuali – ha concluso il ministro -, questo è un principio fondamentale della comunità internazionale a cui certo il Vaticano non si oppone. Sarebbe però un grave errore trarre da questo una regola internazionale di legittimazione dei rapporti familiari tra omosessuali. Persino in Europa non è materia sottoposta alle regole europee, non possiamo pensare che diventi regola dell’Onu". 

Eppure, nel testo presentato dalla Francia del conservatore Sarkozy, non c’è alcun riferimento ad istituti che legittimino le coppie omosessuali a livello internazionale. Gli unici riferimenti sono alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, che quest’anno compie 60 anni, e in base a quella si fa esplicita richiesta a tutti gli stati di assicurarsi che questi diritti siano davvero fruiti e fruibili da tutti, a prescindere dall’orientamento sessuale. In più, l’unica richiesta di intervento legislativo chiara è quella che chiede di "assicurare che l’orientamento sessuale o l’identità di genere non possano essere, in nessuna circostanza, la base per l’attuazione di pene criminali, in particolare di esecuzioni, arresti o detenzioni" e si chiede di perseguire, invece, chi perseguita le persone ne viola i diritti per il solo fatto di essere omosessuale.

Leggi   Omofobia in Russia, sei attivisti LGBT aggrediti con l'acido
Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...