FURTI AL MIELI: È CONGIURA?

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Seconda "visita" dei ladfri nella sede del Circolo Omosesuale romano nel giro di un mese. "Difficile pensare a un caso" dice la presidente Rossana Praitano. Che lancia un...

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ROMA – Un furto nella sede di un giornale gay è un fatto increscioso e grave. Ma due furti con modalità simili a distanza di un mese sono eventi sospetti, che lasciano trapelare la possibilità che qualcuno abbia preso di mira l’associazionismo omosessuale e i suoi strumenti. Di questa allucinante vicenda è vittima purtroppo il Circolo di Cultura Omosessuale “Mario Mieli” di Roma che il 9 novembre scorso ha subito un furto nella sua sede che ha seriamente danneggiato l’associazione e soprattutto il giornale gratuito AUT. Il Mario Mieli ha chiesto aiuto, ha reagito, ha deciso di investire i pochi soldi rimasti per rinforzare la sede, ricomprare parte dei computer e permettere comunque, tra ritardi e mille difficoltà, l’uscita del giornale.
Ma ieri, 2 dicembre 2003, arriva un secondo sconcertante furto, operato con simili modalità ma maggior violenza (persino con l’uso di un piccone…) ed evidentemente con gli stessi intenti. «Un furto che colpisce con ancor più durezza» commenta amara Rossana Praitano, presidente del Circolo, che ritiene impossibile pensare a un caso. «E’ invece probabile che dietro non ci sia solo l’appropriazione indebita, cioè un interesse di arricchimento a danno altrui; qui ci si trova dinnanzi ad atti che mirano a distruggere il Mieli, o volontariamente, o solo di fatto, nell’ipotesi più ottimista, ma poco reale».
«Già nel primo episodio – continua la presidente del Mario Mieli – suonava strano, per esempio, la sottrazione di dischetti con sopra l’intera struttura del giornale, data l’evidente non commerciabilità; oggi ignoti ripetono l’impresa seminando altra distruzione e, viene da dire, con lo stesso scopo: fermare AUT e i canali comunicativi del Circolo, nonché affossare economicamente quest’ultimo e spegnere tutte le sue iniziative. Inoltre, vista la precisione dell’azione, si può pensare che i ladri, o chi potrebbe averli inviati, hanno informazioni che derivano dall’aver, a qualsiasi titolo, calcato i pavimenti della sede violata»
Lo scenario è inquietante: è possibile che ancora nel 2003 ci sia chi si impegna volontariamente a rendere impossibile il lavoro di una associazione che porta avanti un servizio riconosciuto di grande importanza a livello nazionale. «E’ impossibile avanzare qualsiasi ipotesi – continua la Praitano – ma è altrettanto impossibile chiudere i portoni per una tutela nei confronti degli estranei, perché il Mario Mieli ha come primo scopo l’accoglienza e l’apertura alla città, e si rifiuta di pensare a priori che gli sconosciuti siano dei nemici. Se ci si barricasse dentro, verrebbe meno la stessa ragion d’essere dell’associazione».
Non c’è rabbia nella posizione del Mario Mieli, ma un’analisi lucida, ferma, responsabile. «Il Mario Mieli ha ben più di nove vite – dice Rosanna Praitano – e sfodererà la sua ennesima esistenza, ma stavolta l’appello si fa più urgente, quasi determinante: se ci sarà solidarietà vera, anche economica, da parte della comunità gay, lesbica e transessuale in primis, e della città in genere, il Circolo potrà continuare la sua molteplice attività sociale, culturale e politica, ed evitare che si fermi. Se così non fosse, il rallentamento sarebbe inevitabile e la perdita risulterebbe collettiva, perché il ruolo di questa associazione è centrale per la comunità romana e influente in genere; in tal caso i ladri raggiungerebbero pienamente i più ampi obiettivi, alla fin fine un furto politico».
Per chiunque desideri aiutare il Mieli, l’indirizzo web è quello del circolo: www.mariomieli.org.

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