Gay a Scandicci: la Rai ci ha censurati

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Nel corso di una trasmissione sul registro delle unioni civili del comune toscano, non è stata mandata in onda la prevista intervista a una coppia di fatto omosessuale.

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Lunedì scorso, alle otto di mattina, RaiTre mandava in onda la trasmissione «l’Enciclopedia dei diritti», in cui si parlava di coppie di fatto, e, più specificatamente, del registro delle unioni civili approntato dal Comune di Scandicci. Nella preparazione della trasmissione, stando a quanto afferma il sindaco di Scandicci Giovanni Doddoli, era stata realizzata anche una intervista a una coppia di fatto omosessuale. Intervista che invece non è stata trasmessa.

«Abbiamo scoperto una censura terribile – ha detto il sindaco – un fatto così grave che è anche un esempio dell’atteggiamento censorio collegato a un clima che sempre più spesso registriamo in Italia. Un atteggiamento che intendiamo contestare, contrastare e non tollerare».

«Riconosco il coraggio dell’emittente televisiva di Stato, di affrontare un argomento così delicato, da portarlo all’attenzione dei cittadini seppure in una fascia di basso ascolto come quella mattutina. Ma, quando sulla professionalità dei giornalisti si abbatte la mannaia di qualche potere che vuole mutilare la qualità e l’obiettività, a scapito della completezza dell’informazione, non possiamo che sentirci stimolati e ulteriormente motivati nel rilanciare l’impegno su questi temi». Il programma di Rai Educational ‘La sveglia’ illustrava l’iniziativa del comune di Scandicci, tra i primi a istituire il registro delle unioni civili; accanto agli interventi del Sindaco e del proposto scandiccese, don Brunetto Fioranvanti, si poteva vedere l’intervista a una coppia di fatto eterosessuale, ma non quella registrata alla coppia gay.

Il giornalista autore del servizio, Tito Cortese, replica dalle colonne di Repubblica che niente è stato censurato: «Non ho ritenuto di mettere quel brano per motivi di equilibrio del servizio. Del resto quando si prepara un lavoro, si raccoglie tanto materiale e non sempre viene utilizzato tutto, si fanno delle scelte. E’ il mio servizio, ne ho completa responsabilità io. Ma non mi si dica che ho censurato la diversità perché i diritti delle coppie omosessuali sono stati trattati con sensibilità e rispetto».

Parlano anche le due donne che compongono la coppia omosessuale esclusa dalla trasmissione: «Cosa abbiamo fatto per essere censurate? – si chiedono offese – Non abbiamo chiesto nulla, abbiamo solo fatto sentire il nostro diritto di esserci e ci hanno chiuso la bocca. Nel Duemila siamo ancora a questo punto».

In Toscana sono vari i comuni che hanno approntato un registro delle unioni civili, dopo l’"apri-pista" Pisa: a Scandicci al resitro sono già accorse nove coppie, di cui solo una omosessuale, mentre a Firenze due coppie hanno usufruito della registrazione. I Verdi intanto continuano a battersi perché i diritti delle coppie di fatto etero e omosessuali vengano inclusi anche nel nuovo statuto del consiglio regionale, affiancando in ogni atto della Regione le parole «e unione civile» accanto al termine «famiglia».

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