GAY DI DESTRA ALLA RISCOSSA

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GayLib prepara un documento sui diritti omosex per il congresso di An. Ma il partito di Fini può essere un interlocutore adeguato? Il leader dei GayLib Oliari "Punto...

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Omosessuali di destra, alla riscossa. Secondo la principale organizzazione omosessuale liberale italiana, GayLib, è questo il momento per ottenere finalmente il riconoscimento dei nostri diritti. Qualcuno è spaventato dalla destra al governo? Occorre allora darsi da fare perché gli esponenti più "illuminati" possano correggere il tiro di quelli più bigotti, e riuscire a portare a casa qualche risultato. E’ questa, in sintesi, la posizione di Enrico Oliari, fondatore di GayLib, attivista del movimento omosessuale e "da sempre", come dice lui, iscritto ad Alleanza Nazionale. Per raggiungere gli obiettivi prefissati, GayLib intende presentare al prossimo congresso di An di aprile 2002, un documento sui diritti delle persone omosessuali. E per la redazione di questo documento, è già al lavoro un gruppo di studio, che si riunirà per la prima volta il prossimo 16 dicembre e presenterà il risultato della propria fatica in un convegno previsto a Padova per il mese di marzo.

Enrico Oliari, quali obiettivi intendete perseguire con questa iniziativa?

La nostra politica, come GayLib, è quella, da un alto, di compendiare il panorama politico del movimento omosessuale, dall’altro è soprattutto fare un’opera di erosione e di convincimento all’interno dei partiti di centro-destra, in modo particolare di Forza Italia e Alleanza Nazionale. Perché noi siamo convinti che un eventuale diritto reale palpabile per i diritti dei gay possa venire solo da un voto transpartitico: cioè, è impensabile che una legge sui diritti dei gay in Parlamento venga approvata dalla sinistra da sola, specie adesso che è all’opposizione, ma potrà passare solo con la coalizione delle parti laiche di tutto l’arco parlamentare. Questo incontro che faremo a Padova a marzo, nasce in questa luce: di lì a poco dopo ci sarà il congresso di An per il quale contiamo di presentare un documento, se ci riusciamo… Perché nel centro-destra ci sono sempre delle posizioni piuttosto fredde, dovute spesso al fatto che non si conosce la questione.

Chi sarà presente all’incontro?

Ci saranno esponenti di An che parteciperanno al congresso di aprile e che sono tendenzialmente e dichiaratamente favorevoli ai diritti delle persone omosessuali. Per esempio, ci sarà, oltre ad Alessandra Mussolini, le cui posizioni favorevoli sono testimoniate anche dall’intervista apparsa sull’ultimo numero di Pride, anche l’assessore Gradella del comune di Padova, di AN, che fece una mozione in consiglio comunale per il riconoscimento delle coppie omoaffettive; ci sarà Bortoli, che adesso è difensore civico del Veneto, qualche anno fa era capogruppo di An a Verona, quando fu attaccato dal Pink e altri gruppi gay, e che in una trasmissione televisiva con me ha detto di essere completamente favorevole al riconoscimento delle unioni civili tra persone omosessuali e addirittura al matrimonio, escludendo solo il diritto all’adozione. Ci sarà l’"eretico Palmesano", come lo chiamo io, Enzo Palmesano, esponente dell’assemblea nazionale di AN, e da sempre nostro compagno di battaglia.

Credi che An possa aprirsi al dibattito sui diritti dei gay?

Che An come partito lo possa fare, è molto difficile; ma che alcuni esponenti di An possano aprirsi, è già molto, è già qualcosa. Il problema degli omosessuali d’Italia a livello di partito, non è la contrapposizione tra destra e sinistra, come molti vogliono far credere, ma lo schieramento "cattolici" e "non cattolici". Per questo occorre riuscire a lavorare su e con le persone che sono nell’area laica di An. An non è un partito piramidale in cui tutti sono uguali al capo, anzi contiene al suo interno, correnti molto contrastanti e in aperto dibattito. Per questo è importante, in An come anche nella sinistra, coinvolgere tutti i personaggi che sono dichiaratamente disponibili ad essere impegnati per il riconoscimento dei diritti civili delle persone omosessuali.

Però An si è resa protagonista di episodi che sono dichiaratamente contro i diritti delle persone omosessuali: mi riferisco alle famigerate affermazioni di Fini, o alla legge regionale sulle famiglie voluta da Storace.

Non è vero che An è contraria, è vero che ci sono alcuni elementi che sono contrari. Potrei contraddirti su questi esempi: Fini ha fatto la sua affermazione sui maestri gay, che poi si è rimangiato – ne ho parlato anche personalmente con lui – e si è pentito di averla fatta. Ma al di là di Fini che è un elemento di An, non è An, ed è sempre più isolato all’interno del partito, Storace non ha mai detto di no ai diritti dei gay: lui ha detto che i finanziamenti di quest’anno lui li vuole dare alle coppie sposate perché nella sua logica hanno più diritti: non ha detto di no alle coppie gay, ma di no alle coppie di fatto. Se noi riusciamo come movimento omosessuale, a portare avanti il riconoscimento della famiglia omosessuale, allora anche la famiglia omosessuale rientra tra i canoni della legge.

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