Gay e di destra a Libero: “Inevitabili i diritti dei gay”

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Imprenditore di grande successo Wicky Hassan spiega al quotidiano e ai suoi lettori perché opporsi ai diritti dei gay è una "lotta contro i mulini a vento" e...

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Una lunga lettera al quotidiano Libero, uno dei pù ostinati oppositori ai diritti dei gay, quotidiano di destra, più che vicino al Presidente del Consiglio, conclude che, infondo, "è inevitabile" che gay e lesbiche conquistino i diritti che chiedono di aver riconosciuti. A scriverla è un noto imprenditore, gay e di destra stanco dei continui attacchi che il giornale che pure, ammette, continua a comprare, sferra contro gay, lesbiche e trans italiane e soprattutto contro il riconoscimento dei loro diritti.
E’ Wicky Hassan, patron del gruppo Sixty, che dopo aver raccontato di tutte le email mandate invano al direttore di Libero prima di essere ascoltato, parla di come sia stato difficile per lui accettare la propria omosessualità in tempi in cui scoprirsi gay apriva ad un mondo molto più difficile di adesso in cui gli omosessuali erano veri e propri mostri.

Io quando ero un ragazzino ho sofferto come una bestia ferita nello scoprirmi gay, una realtà che rifiutavo, ho lottato disperatamente per cambiarmi – scrive – (…) Ero solo, e parlarne non era possibile. Ci è voluto uno sforzo sovrumano per superare tutto ciò. Un incubo! Ora sono un felice imprenditore cinquantenne, accettato e amato da chi mi circonda. Non vorrei che ciò succeda ad altri ragazzi, ma succede sempre. E  troppi sono gli articoli che leggo del tipo: «Giovanissimo si uccide. Era diligente sensibile e introverso… non si capiscono le ragioni dell’insano gesto». Esistono ancora geitori distratti che fanno finta di non vedere".
Hassan continua denunciano l’ignoranza di chi non conosce il mondo omosessuale e, non volendosi approcciare ad esso, resta attaccato a stereotipi che sono tutti televisivi e che dipingono i gay solo come macchiette. Ed è chiaro, lo dice da subito: pur essendo di destra, accusa la destra stessa di essere "sempre stata tremenda con i gay". Ma certo l’altro lato del emiciclo non è da meno: "anche la Sinistra non è stata molto corretta. La  comunità gay infatti non dimentica il tradimento di Prodi con i DiCo".

E a prescindere da destra e sinistra, quello che porterà al riconoscimento dei diritti di gay, lesbiche, bisex e transgender è, secondo l’imprenditore di origine nordafricana, un percorso "inevitabile". "Chi si oppone come voi ai diritti dei gay – scrive Hassan – fa una battaglia contro i mulini a vento. In tutti i Paesi più avanzati civilmente e dove il senso del diritto è più sviluppato, sono già state fatte leggi molto avanzate ed altre se ne faranno fino all’ottenimento di tutto, compreso il matrimonio e le adozioni, come già avviene a New York, in Inghilterra e Francia. Questo processo è assolutamente inevitabile. (…) L’Italia non sarà un’eccezione. Se ancora rimane indietro all’Europa  è solo (e lo sappiamo tutti) per la potenza della Chiesa che riesce ad esercitare nonostante la dichiarata laicità dello Stato la sua influenza".
Infine, Hassan conclude raccontado com’è la sua vita adesso e chiedendosi quale strana ragione spinga molti etero a voler negare il riconoscimento delle coppie gay e delle loro famiglie, cosa temano di perdere.

"Per me rimane un vero mistero, capire perché tanta gente si oppone a due persone dello stesso sesso che vogliano unirsi in matrimonio – scrive -. Io mi chiedo perché voler negare a una minoranza quello che quasi tutti hanno? Che cosa leva loro? Il matrimonio è un patto di alleanza, di mutuo soccorso, un impegno d’amore per la vita tra due persone, permetterlo anche ai gay non  toglierà nulla ai nuovi, vecchi e futuri sposi. È un arricchimento per tutti, solo un segno di civiltà. La parola matrimonio si arricchirà ancor di più di valore. È tardi! E pretendo tutto ciò,  lo voglio ora, subito, lo voglio per me e il mio compagno (uno stimato medico) con cui convivo da 32 (trentadue) anni, ed ho con lui un rapporto monogamo che penso possa competere in quanto rispetto e amore con qualsiasi rapporto eterosessuale. (…) Ora mi chiedo perché in uno Stato civile come questo io debba essere considerato un cittadino di serie B che non può sposarsi. A chi farei male? Chi è a rischio?".
I commenti alla lettera di Hassan da parte dei lettori di Libero sono i più diversi: non mancano coloro che approvano quanto scritto e si dicono favorevoli al riconoscimento delle coppie gay, chi accetta l’idea del matrimonio ma nega assolutamente quella dei figli, ma neanche, com’era normale considerata la testata, coloro che ribattono alla richiesta di potersi sposare con la solita mafrina della legge di natura, della procreazione e c’è addirittura chi parla di "diritti delel voglie", intendendo, probabilmente, ridurre l’omosessualità a una questione di voglie. 

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