GAY E LESBICHE, VOTATE PER VOI!

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Intervista a Titti De Simone, presidente Arcilesbica candidata per Rifondazione

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Gay di destra, gay di sinistra. Anche nelle pagine del nostro forum la confusione è grande e il dibattito acceso. La domanda fondamentale è: esiste una forza politica capace di rappresentare i diritti degli omosessuali? Titti De Simone, presidente nazionale Arcilesbica, non ha dubbi: quello che conta ora è la "partecipazione dal basso, da parte del movimento e in generale della società civile – dice Titti – Al di là dei personalismi bisogna rivendicare il valore del voto omosessuale e il valore di chi viene dal movimento e che oggi ha la possibilità di accedere al Parlamento. E’ una cosa che riguarda tutti noi al di fuori di qualsiasi personalismo". La posizione di Titti De Simone, che è candidata alle prossime elezioni nelle liste proporzionali di Rifondazione Comunista nei collegi di Emilia-Romagna, Toscana e Campania 2, è semplice e chiara: un impegno dal basso, dove il voto di ciascuno sia un voto per i diritti di ciascuno. Questo è sintetizzato nel suo slogan: Votate per voi! Perché, dice, "il nostro impegno e la nostra presenza politica è la risposta più forte a chi ci vuole ricacciare nel buio, come questa destra arrogante e razzista".

Ma cerchiamo di comprendere quali sono le posizioni della candidata lesbica più in vista d’Italia.

Titti, come nasce questa candidatura?

Questa candidatura è la dimostrazione del fatto che la questione omosessuale è entrata a tutti gli effetti nella politica, e c’è entrata non soltanto grazie alla visibilità e la lotta dei gay ma anche con quella delle lesbiche; questo è dovuto al fatto che la parola e le posizioni delle lesbiche sono sempre più pubbliche.

Anche se il movimento è stato lo spazio politico prioritario per me, io sono da tempo impegnata nel partito di Rifondazione Comunista.

E come mai hai deciso di candidarti ora?

Penso che la sinistra abbia fatto fin qui troppo poco per noi omosessuali, lesbiche e transessuali e quindi io ho creduto giusto impegnarmi a fare entrare le nostre battaglie nella agenda politica di un partito che considero una parte molto importante della sinistra. Il World Pride ha dato a tutto ciò una scossa abbastanza decisiva, e Rifondazione Comunista è stata molto coerente, perché c’è stata accanto allora in quella battaglia e oggi non ha dimenticato le nostre ragioni. La mia non è una candidatura che raccoglie un significato personalistico: tutt’altro.

E’ una candidatura fortemente legata al programma politico di Rifondazione Comunista per le prossime elezioni, dove questo partito si impegna chiaramente per il riconoscimento dei diritti civili di gay, lesbiche e transessuali, facendo riferimento a un testo che è a mio avviso il più avanzato in questa materia, che è la risoluzione di Strasburgo del ’94. L’impegno, insomma, è sul programma: anche se non sarò eletta, questo impegna il partito di Rifondazione Comunista a portare in Parlamento le battaglie del movimento gay e lesbico.

Tra l’altro, la tua non è la sola candidatura di Rifondazione in tal senso…

No. Le candidature che sono state avanzate nascono da un senso civile, da un’idea; con la mia, c’è la candidatura di Vittorio Agnolotto presidente della Lila, di Elettra Deviana che è una donna femminista che ha partecipato a tante battaglie per l’autodeterminazione delle donne, quella di Ricky Vendola che è stato fondatore dell’Arcigay.

Imma Battaglia, in una recente intervista, è piuttosto critica nei confronti delle candidature gay: a te vorrei chiedere a cosa serve un gay o una lesbica in Parlamento?

Serve a fare un lavoro di cassa di risonanza oltre che di porre le istanze delle nostre battaglie in un contesto che è un contesto istituzionale alto.

Nel caso in cui io dovessi essere eletta, io mi riterrei al servizio del movimento: votare per un qualsiasi candidato del movimento, non è votare per quella persona, ma per noi. Lì io vorrei rappresentare la possibilità di costituire concretamente un ponte tra il lavoro nelle istituzioni e quello fatto nei gruppi, nelle associazioni politiche, che sono poi gli spazi in cui io mi sono fermata.

Ma, ad esempio, il sondaggio condotto su Gay.it, in cui tanti gay e lesbiche si sono schierati con Berlusconi, evidenzia che c’è una forma di disorientamento rispetto alla posizione da assumere per difendere i propri diritti.

Noi abbiamo la certezza, guardando i fatti, che la destra italiana è totalmente avversa alle conquiste di libertà e di diritti civili di gay, lesbiche e transessuali del nostro paese. Non lo diciamo per posizioni ideologiche, ma perché ci sono dei fatti: le affermazioni di Bossi, Fini che rifiuta la possibilità di maestri gay…

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