Gay? Malati da curare. Io con una trans “ppe’ svuotamme”

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Intervistato dalle Iene, il gieffino Nando, che si sente immortale, ha spiegato che i gay dovrebbero prendere "'na pasticca" per curarsi e che è stato con una trans...

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Già nella Casa del Gf, Nando Colelli, il giovane di Pomezia diventato popolare proprio per la sua partecipazione al più famoso dei reality oltre che, come lui stesso ammette, per la storia con Margherita, non aveva dato grande prova di cultura o di apertura mentale, ma nella puntata de "Le Iene" di ieri sera ha dato davvero il peggio di sé. Prima di lui, ricordiamo, anche il vincitore dell’edizione del 2009, Ferdi, si era distinto per le sue uscite omofobe.

Per capire come cambia la vita di un giovane operaio di provincia che si vede di botto catapultare sulle cronache rosa dei principali rotocalchi del Paese, Filippo Roma ha deciso di seguirlo per una settimana, tra alberghi, ristoranti e serate strapagate in discoteca. Il tutto tra il kitsch, il grottesco e il surreale.

E tra la nonna che lo immagina come l’erede naturale di Mike Bongiorno e i "nando boys" che portano orgogliosi cappellini e magliette con le frasi celebri del loro beniamino, Nando dichiara con grande fervore di sentirsi immortale e di augurarsi di restare un vip (così si vede) ancora per molto. E racconta anche qualche esperienza sessuale. Non senza qualche reticenza confessa che lui con una trans c’è stato, una sola volta "pe’ svuotasse le p****, pe’ giocà, tra amici".

Ma il meglio (si fa per dire) arriva a fine servizio quando Nando, per concludere in bellezza, chiede al Filippo Roma "un’intervista da vip di quelle de’ iene". E lui l’accontenta. Camera fissa su Nando, parte la raffica di domande.

Cosa sono le cose piu importanti nella vita?

"Prima li sordi, poi la salute e la f***".Cos’è l’omosessualità?

"Le persone quelle gay… Però io ci sto a distanza perché gay nun me piace proprio". E se il tuo migliore amico ti dicesse che è gay ma tu cosa gli consiglieresti?

"Pijate na pasticca, guarisci. Te devi da solo da curà".

Poi, nella serie di domande sulla sua storia con Margherita, la iena gli chiede se usassero il preservativo. Nando risponde:

"No, non lo usavamo perché erano dieci giorni che la conoscevo".

Uno scempio dopo l’altro che non solo giustificano il titolo dato al servizio "Delirio da Grande Fratello", ma lo fanno apparire perfino buonista.

C’è da dire, che neanche con le donne Nando ha fatto un gran figurone, né quando ha dichiarato che la storia con Margherita era un modo per avere più visibilità, né quando, durante l’intervista singola, quando Filippo Roma gli chiede cosa fosse successo con una certa Alessandra risponde: "Gnente, j’ho dato du’ zaccagnate e l’ho lasciata su ‘n panchina ppe’ falla contenta". Insomma i peggiori stereotipi sul maschio etero che si possano immaginare, racchiusi in una sola persona.

Ma stiamo parlando di un ex concorrente del Gf, direte voi. Certo, stiamo parlando di uno che, proprio per essere stato dentro la casa di Cinecittà (e per nessun’altra ragione, vale la pena di ricordare), è seguito e ammirato da migliaia di persone, è ospite nelle trasmissioni televisive e itnervistato dai giornali.

E mentre su tutti gli altri fronti la vicenda sembra essere passata inosservata a rispondere a Nando ci pensa il cantautore gay Ciri Ceccarini che vive ai Castelli Romani, non lontano dalla città natale di Nando e che è stato anche lui ospite delle Iene per una doppia intervista con il suo compagno Daniele Priori. "Meglio essere gay che vicini di casa di Nando del Grande Fratello – dice Ceccarini -. Mi toccherà cercarlo a Pomezia per regalargli un buon vocabolario e un bel libro di scienze. L’unica pasticca possibile contro la sua ignoranza atavica e molto omofobica. Magari chiederò aiuto proprio agli amici delle Iene".

"Le Iene – continua Ceccarini – si sono sempre mostrate molto attente al tema dei diritti. Per questo credo che oggi sarebbe bene chiarire a tutti, specie ai troppi fan di Nando, che nessuna pasticca contro l’omosessualità esiste perché l’omosessualità non è affatto una malattia e per questo non ha bisogno di alcuna cura, mentre l’ignoranza e l’omofobia sono malattie sociali per nulla fighe dalle quali mi pare proprio Nando sia gravemente affetto. Per curarle, però, bastano un vocabolario e qualche buon libro che ci cureremo di recapitare all’indirizzo pometino di Nando. Sperando che le Iene ci assistano in questa laica ma necessaria opera di educazione gratuita per salvare almeno qualche Nando boy dall’omofobia nandesca!".

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