GAY PER CONVENIENZA?

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José Marìa Mendiluce, candidato sindaco di Madrid, fa il suo "coming out" dalle pagine della rivista gay Zero. E aspira a emulare gli esempi di Parigi e Berlino....

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MADRID – «Non c’è nessuna recondita motivazione di propaganda elettorale dietro la mia dichiarazione di omosessualità. E’ una responsabilità da assumersi quando si guida una lista politica». Così José Marìa Mendiluce, candidato sindaco di Madrid cerca di sgombrare il campo dalle polemiche suscitate dalla sua intervista apparsa sull’ultimo numero della rivista gay spagnola Zero, nella quale dichiara la sua omosessualità e si schiera a favore delle lotte della comunità gay e lesbica. Mendiluce, quindi, dopo i casi eclatanti di Parigi e Berlino, aspira a diventare il terzo omosessuale dichiarato a guidare una capitale europea: Madrid eleggerà infatti il suo prossimo sindaco nelle elezioni che si terranno a maggio, nelle quali Mendiluce concorre come candidato della lista Verde.
Il momento scelto per “uscire dall’armadio” è parso però sospetto a qualcuno: le critiche più dure siano arrivate da Inés Sabanés, candidata per Izquierda Unita, che ha accusato Mendiluce di opportunismo elettoralista e di fare politica spettacolo. «Izquierda Unita ha ancora una volta equivocato il nemico da combattere – si è subito difeso il candidato Verde – Ora è importante chiedere a ciascuna forza politica di prendere posizione in difesa dei diritti e delle libertà individuali, inclusa quella sessuale».
Ma chi è José Marìa Mendiluce? Nato a Madrid nel 1951, milita dal 1980 nell’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati, svolgendo la sua attività in Africa e Centro America. Nel 1994 viene eletto come indipendente nella lista socialista-progressita, al Parlamento europeo. Ma in realtà Mendiluce deve la sua fama in Spagna all’attività di scrittore: autore di saggi, romanzi e articoli, ha conquistato le vette delle classifiche dei best-seller in Spagna più di una volta.
Tuttavia lo scrittore-deputato-candidato sindaco non ha mai abbracciato pubblicamente la causa omosessuale prima di oggi, e la cosa non è sfuggita alla sua “rivale” di IU Inés Sabanés. «Ho lottato per molte cose dall’Angola, in Centroamerica, nella ex Yugoslavia o nel nord dell’Iraq, e la lotta per la libertà sessuale non è stata la mia battaglia principale – si è difeso Mendiluce – Conosco molte donne meravigliose che sono lesbiche e stanno nel sud del Sudan salvando bambini dalla fame, perché non sempre per noi la lotta gay è l’unica lotta».
Oggi, però, il leader Verde ha sentito l’esigenza di dichiararsi: «Purtroppo, al momento che la situazione cittadina rispetto alle scelte sessuali non si normalizza, uscire allo scoperto, anche se io non mi sono mai nascosto, significa contribuire alla normalizzazione della situazione dei gay e delle lesbiche». Mendiluce ha però riconosciuto che, pur non avendo mai negato la sua sessualità, nel passato è stato forse “codardo”, ma che ora non può più permetterselo essendo alla guida di un partito che si schiera a favore delle libertà individuali: «sarebbe paradossale e ipocrita farsi scudo con la privacy per nascondere questo tema», ha affermato.
Rispetto alle elezioni municipali, Mendiluce assicura che non si ha nessun vantaggio elettorale ad essere gay: «Se si crede che voglia guadagnare qualche risposta elettorale, bisogna che sia chiaro che non intendo essere il candidato dei gay ma un semplice candidato – ha assicurato – Ci saranno molti gay che faranno scelte diverse».
In Europa due delle capitali più importanti hanno sindaci apertamente gay: Klaus Wowereit a Berlino e Bertrand Delanöe a Parigi. Prima di questi due esempi illustri, la città più importante con un sindaco gay era Winnipeg, in Canada, una località con più di 700 mila abitanti che nel 1998 aveva eletto a guidarla Glenn Murray. Tra gli altri esempi anteriori, c’è quello di John Hyde, nell’Australia occidentale, che è stato nominato sindaco di Vincent nel 1995 e da allora continua a guidare la città essendo stato confermato per due turni elettorali successivi. C’è poi il caso di Daniel Stewart sindaco della piccola cittadina di Plattsburgh, nello stato di New York, che non solo è dichiaratamente gay, ma è anche un militante nelle fila del partito repubblicano di Gorge Bush jr. Riguardo alle donne, Jacy Taylor è la prima sindaca lesbica delle isole britanniche, essendo stata eletta a Aberystwyth, nel Galles. A quando un esempio anche in Italia?

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