GAY: PIATTO RICCO ALLE REGIONALI

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Numerosi e agguerriti. Così si presentano i candidati del movimento glbt. Almeno tre le lesbiche in lista. Un solo nome schierato con il centrodestra. E al sud, fenomeno...

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PISA – E’ piuttosto ricco il ‘piatto’ di candidati provenienti dal movimento glbt che si presenteranno alle prossime elezioni regionali del 3 e 4 aprile. Non amcanno le donne (almeno tre quelle di cui abbiamo notizia), e grazie al fenomeno Vendola anche il Sud. Rispetto agli schieramenti, un solo candidato si presenta in una lista di centrodestra, gli altri col centrosinistra.

Per una volta partiamo dal sud: in ^SPuglia^s si sta assistendo a una mobilitazione senza precedenti per sostenere Nichi Vendola nella corsa per la presidenza della Regione. Vendola, membro del Partito della Rifondazione Comunista, è uno dei fondatori di Arcigay. In appoggio alla sua candidatura si presentano il consigliere provinciale ds Nunzio Liso e Viviana Loprieno, presidente dell’Arcigay Bari. La Loprieno ha ereditato nel capoluogo pugliese il lavoro svolto da Bellomo con il BariPride 2003, e si è subito adoperata perché il circolo avesse una presenza trasversale e rappresentativa anche nei confronti di tutte quelle donne che si sentono rappresentate da Arcigay e alla stessa chiedono più spazi e maggiore visibilità.

Altra candidatura lesbica in ^SAbruzzo^s, dove nei collegi di L’Aquila e Chieti corre Carla Liberatore, fondatrice del gruppo Gaya – Cronisti senza Frontiere, candidata nel gruppo di centro sinistra, nella lista del PSDI (Partito Social Democratico Italiano) che appoggia la candidatura a Presidente della Regione Abruzzo Ottaviano Del Turco. La giornalista e scrittrice aquilana, è l’unica rappresentanza GLBT dichiarata, alle elezioni regionali abruzzesi.

Ancora una lesbica, l’ultima, la troviamo in ^SVeneto^s: a sostegno della candidatura a presidente di Carraro, nelle fila dei Comunisti Italiani, c’è Simonetta Brizzi, portavoce del coordinamento Pasolini Veneto e vicepresidente del circolo Pianeta Urano di Verona. Ancora in Veneto la candidatura di Gianni Zardini nella lista di Rifondazione Comunista che sostiene Carraro: Zardini è presidente del Circolo Pink di Verona, dove da anni il circolo combatte una battaglia con l’amministrazione comunale di centrodestra prima e centrosinistra poi per abolire alcune mozioni contrarie al riconoscimento dei diritti di gay e lesbiche approvate nel 1995.

In ^SLombardia^s sono tre le candidature, di cui una nelle file del centrodestra: è quella di Marco Anselmo Jouvenal che appoggia Marsili correndo quindi in una lista minore, quella dei liberaldemocratici, esterna alla competizione Formigoni-Sarfatti. E’ lui l’unico candidato del centrodestra dichiaratamente gay, dopo che Storace, che in un primo momento aveva dichiarato la propria disponibilità per una candidatura gay, ha fatto marcia indietro. Jouvenal, segretario politico di GayLib, è nato a Torino nel 1961; membro del F.U.O.R.I. dal 1979, ha poi lasciato l’attivismo glbt fino a quanto, con Enrico Oliari, non ha fondato GayLIb, l’associazione di omosessuali liberali e di centrodestra. Attivo anche nella Chiesa Valdese, Jouvenal ritiene che «prioritario sia l’ottenimento dei diritti civili da parte delle persone omosessuali, e che vada equiparata la convivenza fra persone dello stesso sesso al matrimonio, almeno per tutti gli effetti patrimoniali e legali».

“Contro” Jouvenal, nelle file del Centrosinistra, nella lista unitaria di “Uniti per l’Ulivo”, è candidato uno dei nomi più illustri del movimento glbt italiano, il segretario nazionale dell’Arcigay Aurelio Mancuso. Mancuso si presenta in Lombardia a sostegno di Sarfatti presidente, e la sua candidatura è appoggiata da molti nomi del mondo gay: da Cecchi Paone a Grillini, da Ferigo a Trinelli. «L’elezione di Aurelio Mancuso, Segretario nazionale Arcigay – si legge nel documento di sostegno – garantirebbe che i temi portati avanti in questi anni dalla comunità lgbt italiana e lombarda, siano presenti nell’attività dell’amministrazione regionale». In particolare, Mancuso sarà impegnato per l’inserimento nel futuro statuto regionale del principio di non discriminazione e del riconoscimento delle forme di convivenza e per l’approvazione di una legge contro le discriminazioni motivate da orientamento sessuale e identità di genere.

Sempre nel collegio di Milano, ma nelle liste del Partito di Rifondazione Comunista, è candidato Giampiero Pinna, 40 anni, dipendente del Comune di Milano, da anni impegnato nelle associazioni di volontariato, nelle lotte per i diritti civili e contro le ingiustizie sociali. Militante del movimento gay, è tra i fondatori del GLO (Gruppo di Liberazione Omosessuale – Partito della Rifondazione Comunista), gruppo che promuove la “liberazione di genere” sia all’interno del Partito, sia nel movimento gay-lesbico-trans*, sia nel movimento dei movimenti. Membro del Coordinamento Arcobaleno GLBTQ, attualmente impegnato nell’organizzazione politica del Pride Nazionale unitario “Milano2005”. Infine a Milano, nelle liste dei Verdi, corre anche Aligi Taschera, che alal fine degli anni ’70 fu uno dei più attivi membri del FUORI.

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Due le candidature glbt in ^SPiemonte^s: i Verdi candidano Paolo Hutter, mentre il Prc ha riservato un posto al presidente del circolo “Maurice” Gigi Malaroda.

Hutter, che recentemente è stato protagonista di una bella vittoria giudiziaria per la vicenda del senegalese omosessuale cui è stato ritirato il provvedimento d’espulsione, ha fatto il 68 a di Torino, ed è stato arrestato in Cile dai militari di Pinochet nel 73. A Milano, dove è stato consigliere comunale, ha celebrato le prime simboliche unioni civili di coppie dello stesso sesso. Impegnato in Arci Gay e Legambiente, è stato assessore all’ambiente di Torino per i Verdi. Nel suo programma d’intenti, oltre numerose norme ispirate alla salvaguardia ambientale, anche il riconoscimento delle unioni civili per tutte le coppie e la promozione del sesso sicuro contro l’Aids.

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