Gay Pride nazionale 2010: in quale città?

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Tra due settimane si terrà una riunione per decidere la città che dovrà ospitare la prossima manifestazione nazionale. Ma le "candidate cities" sono almeno tre: Catania, Napoli e...

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Quale città ospiterà il prossimo Gay Pride nazionale? Sebbene manchino ancora 9 mesi all’appuntamento, la macchina organizzativa deve già porsi questa domanda. Passate le polemiche dopo la scelta presa autonomamente da Arcigay di tenere la manifestazione del 2009 a Genova, le associazioni tentano di ricucire e trovare per la manifestazione del 2010 una scelta condivisa da quante più realtà associative possibili. Seppur la parte del leone venga fatta comunque da Arcigay, l’unica che può vantare una fitta rete di circoli locali, tutti sono stati chiamati almeno a partecipare al dibattito.

La scelta si limiterà fra un elenco ristrettissimo di tre nomi. Le candidate cities (il termine è preso in prestito dal CIO, che proprio domani deciderà a chi assegnare l’organizzazione dei giochi olimpici 2016) sono Catania, Napoli e Roma, ognuna con le sue perplessità.

Napoli – «L’esperienza di Genova ci ha insegnato che le

associazioni gay devono fare una proposta che sia condivisa anche da altre realtà come i collettivi e le altre associazioni non-Arcigay», ha dichiarato a Gay.it Salvatore Simioli, presidente di Arcigay Napoli. «Ci hanno chiesto di verificare la possibilità di portare il Pride in questa città. L’ultima volta fu nel 1996. Per adesso posso dire che, se non riusciamo a prendere nenche un caffè insieme agli esponenti delle altre realtà, difficilmente potremmo metterci a scrivere una piattafoma congiunta tutti insieme». «Ricordo che per il Pride locale di Napoli che si è tenuto nel 2009, il Sindaco Iervolino ha chiesto sobrietà come condizione per di dare il patrocinio. Io non ero d’accordo, altri sì. Se supereremo queste difficoltà interne prima della riunione dell’11 ottobre, la scelta di Napoli è realistica».

Catania – «La proposta di portare il Pride nazionale a Catania è

stata fatta da Franco Grillini», dice il presidente di Arcigay Sicilia paolo Patanè. «L’evento coinciderebbe con i 30 anni dei fatti di Giarre (due ragazzi gay di 15 e 25 anni vennero trovati morti: avevano obbligato un tredicenne ad ucciderli con una pistola, ndr) e della fondazione del primo circolo siciliano, a Palermo nel 1980». In realtà ho già sentito tutte le associazioni dell’isola ma la forte esposizione economica spaventa un po’ tutti. E se non è il territorio a dire "sì", la decisione non può essere calata dall’alto.» «Alternative a Catania? Palermo, per esempio, ma lì non si è mai svolto neanche un Pride locale per cui c’è un po’ di timore ad ospitarne uno che è addirittura di portata nazionale; Cosenza, anche se il centro cittadino non si presta ad ospitare carri; Bari ha già avuto il suo Gay Pride nel 2003. Insomma, la scelta non è semplice e ho l’impressione che si profilerà la decisione più comoda: un Pride nazionale che per due anni di seguito si svolga a Roma

Roma – «Sarebbe bello se il Pride nazionale riuscisse a

tornare al Sud – dice Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma – ma se ci fossero delle difficoltà, anche economiche, dei circoli territoriali noi saremmo felici di accoglierlo a Roma, anche perché nel 2011 ci sarà l’Europride e quindi sarebbe come preparare il terreno in vista di quella data». «A Roma il Pride si fa lo stesso, come ogni anno, per cui la mobilitazione umana e economica ci sarà lo stesso. Che ci sia l’etichetta "nazionale" darà all’evento ancora più prestigio». Dello stesso avviso anche Andrea Berardicurti, della segreteria del Mario Mieli. «Roma avrà come ogni anno la sua manifestazione. Un Gay Pride deve andare lì dove c’è bisogno, e a Roma il bisogno c’è: per la presenza del Vaticano e delle Istituzioni. In più, Roma è geograficamente al centro della penisola e uiqndi più facielmente raggiungibile». «Andremo alla riunione perché ci interessa esserci e poi valuteremo quello che emerge. In ogni caso, qualsiasi sarà la scelta aderiremo al Pride nazionale come facciamo ogni anno».

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