GAY PRIDE ROVENTE

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Padova ambigua, minacce dalla destra.

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Atmosfera rovente a Padova. Si avvicina la resa dei conti nel braccio di ferro tra organizzatori del Gay Pride da una parte e amministrazione comunale dall’altra, circa la scelta di far svolgere, l’8 giugno, nella città del Santo la manifestazione nazionale dell’orgoglio gay, lesbico, bisessuale e transessuale. Nei prossimi giorni il Comune dovrà esprimersi sulla richiesta di patrocinio alla manifestazione, avanzata dal Coordinamento circoli del nord-est, principale artefice del Gay Pride.

La giunta guidata dalla sindaca Giustina Mistrello Destro aveva più volte in passato espresso perplessità sull’opportunità di far svolgere la manifestazione nei tredici giorni tradizionalmente dedicati alle celebrazioni in onore di Sant’Antonio, la cui festa cade il 13 giugno. Alcuni assessori, come Maurizio Saia di AN, si erano anche lanciati in una crociata contro il Pride, giudicato un attacco al senso della morale dei tanti pellegrini che in quei giorni affollano Padova.

Dopo ripetute richieste, il sindaco venerdì scorso ha finalmente incontrato gli organizzatori, tra i quali anche Alessandro Zan, presidente del circolo Arcigay Tralaltro e membro del Coordinamento circoli del nord-est. Nell’incontro, caratterizzato da una accoglienza cordiale e una certa disponibilità da parte della Destro, è stato chiesto agli organizzatori di spostare la data della manifestazione, pur assicurando che la richiesta è dettata solo da motivazioni organizzative e di sicurezza, e che in cambio il Comune è disposto a fornire alla manifestazione un adeguato sostegno economico. Dimenticando forse che non molto tempo fa in occasione di un suo intervento alla trasmissione televisiva Harem aveva affermato che le persone omosessuali sono persone "anormali", la Destro ha espresso grandi apprezzamenti per l’attività delle associazioni omosessuali, per le loro lotte per i diritti civili e per le libertà individuali, arrivando a dichiararsi sostenitrice dell’idea, in quanto da sempre "paladina dei diritti e delle libertà".

Alessandro Zan ha precisato che la scelta della data non è affatto dettata dal desiderio di provocazione ma dalla ricorrenza della rivolta di Stonewall, e che non si può pretendere di sospendere il diritto, costituzionalmente sancito, a dimostrare, per tredici giorni. Riguardo alla disponibilità dell’amministrazione a concedere un sostegno economico, gli organizzatori hanno ribadito chiaramente che i principi che hanno ispirato questa manifestazione, ovvero il riconoscimento dei diritti e per la visibilità delle persone glbt, non possono essere barattati solo con un’offerta economica. "Ci siamo dunque detti disposti a spostare la data purché la Destro, come sindaco e come primo cittadino, sgomberi il campo da qualsiasi ambiguità: se è vero che le critiche vengono fatte nei confronti della manifestazione solo per motivi di ordine pubblico e non per contrarietà ideologica alla manifestazione, allora l’amministrazione comunale non avrà difficoltà, qualora noi spostassimo la data, a concedere il patrocinio alla manifestazione".

La richiesta di patrocinio ha sorpreso e imbarazzato il sindaco, a quanto riferisce Zan: "La condizione per spostare la data è che si faccia chiarezza sul fatto che l’amministrazione, attraverso la concessione del patrocinio, riconosce il nostro diritto a manifestare e riconosce la nostra manifestazione una cosa giusta. In assenza di questo si chiarirebbe che la critica è nei confronti del Gay Pride e che l’ostilità della giunta ha motivazioni ideologiche ".

Ad oggi non si sa ancora quale posizione abbia deciso di adottare l’amministrazione padovana, ma la situazione dovrà sbloccarsi nel giro di pochissimi giorni, forse domani stesso. Fino ad allora, l’amministrazione della Destro deve trovare il modo di evitare lo scontro sociale e di fornire una vera prova di apertura verso le componenti meno tutelate della società. Padova e tutto il nord est, sono una zona tra le più calde in Italia in questo senso: la presenza di una forte componente di estrema destra fa sì che spesso si cerchi di identificare nei "diversi" un attentato alla sicurezza e al quieto vivere dei "normali".

E’ questa, ad esempio, la finalità delle dichiarazioni recentemente rilasciate da esponenti di Forza Nuova: come si può leggere in un’altra notizia di oggi (clicca qui), Sergio Celin, dirigente provinciale di Forza Nuova ha minacciato di impedire "anche con la forza" lo svolgimento del Pride. Di tenore simile le parole del segretario regionale del movimento Paolo Caratossidis, che dichiara senza mezzi termini: "Siamo pronti a tutto".

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Alessandro Zan si dice preoccupato più dalla valenza politica delle dichiarazioni di Forza Nuova: "La Questura ci ha assicurato che saranno tenuti sotto stretta sorveglianza – riferisce il presidente del circolo Tralaltro – Forza Nuova è pericolosa politicamente perché fa passare un messaggio di odio e di paura nei confronti dei diversi, ma non lo è nei numeri. Le loro manifestazioni raccolgono al massimo un centinaio di partecipanti. Tutto si limiterà, anche questa volta alla celebrazione di una messa riparatrice".

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