GAY PROFESSIONALS UNITI!

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Da poche settimane è in funzione la prima mailing list di discussione per imprenditori e professionisti omosessuali, primo passo per la nascita di un "pink Rotary" italiano. Ce...

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Da anni si dibatte in Italia sull’opportunità o meno di cementare il movimento omosessuale fino a dargli quella forma di "lobby" che in altri paesi ha costituito uno strumento importante anche se discusso per le rivendicazioni dei diritti gay. E sicuramente, a partire dallo storico Pride romano del 2000 ad oggi, i gay italiani sono cambiati, diventando più visibili, al punto che un associazionismo più atipico rispetto alle tradizionali strutture dei circoli comincia timidamente a realizzarsi. Tra i nuovi raggruppamenti nati, ci è sembrato particolarmente interessante seguire i primi passi di uno unico in Italia, che raccoglie quei gay e quelle lesbiche che sono impegnate in lavori manageriali, professionali o in funzioni pubbliche. Per ora non si tratta di un’associazione vera e propria, ma solo del tentativo di riunire, intorno a una mailing list di informazione e dibattito, quelle persone che potrebbero essere interessate a condividere le tematiche che riguardano il loro lavoro in un ambiente – virtuale o reale che sia – consono al loro orientamento sessuale.

Abbiamo intervistato Luca Falomo, moderatore e fondatore della mailing list Gay Manager (alla quale ci si può iscrivere inviando una e-mail a majordomo@gay.it lasciando in bianco il campo oggetto e scrivendo nel corpo del messaggio "subscribe gaymanager"): chi meglio di lui può spiegarci cosa si muove dietro questo progetto? Luca è – ovviamente – un professionista di un certo successo: nato a Napoli 34 anni fa, a 17 anni, si è trasferito a Roma laureandosi in legge alla Sapienza. "Nel 1990 – ci racconta – mi sono trasferito a Bruxelles dove ho lavorato per quasi 3 anni come consulente per la Commissione Europea in diritto dell’ambiente. Dopo un master in diritto internazionale all’Ulb, mi fu chiesto di metter sù un programma di cooperazione giuridica con il Vietnam. Così, nel 1995 fui trasferito ad Hanoi. Lì ho prima coordinato un programma di cooperazione del governo belga, e poi tre progetti delle Nazioni Unite per la riforma di alcuni settori del sistema giuridico vietnamita. Nel 1999 son tornato in Italia per diventare avvocato, e adesso, dopo una parentesi di 6 mesi ad Hong Kong, sono di nuovo ritorno in Italia e in dirittura d’arrivo per l’esame di stato."

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