GAY, SPOSI E CON FIGLI

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Grillini e l'Arcigay applaudono l'approvazione in Gran Bretagna della adozione agli omosessuali. Mentre il Canada si interroga sul problema delle unioni per le coppie dello stesso sesso.

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ROMA – "Un voto storico". "Una tappa fondamentale verso il pieno riconoscimento delle coppie omosessuali anche in Inghilterra". Così Franco Grillini e Sergio Lo Giudice commentano la notizia dell’approvazione definitiva della legge britannica che apre l’adozione alle coppie non sposate e anche a quelle gay. Una votazione sofferta, quella di martedì, visto che un mese fa la legge non era passata proprio in quella Camera, a causa della ferma opposizione dei Conservatori. Che invece alla votazione finale si sono spaccati: da un lato il segretario Ian Duncan contrario alla legge, dall’altra una nutrita ala di "illuminati" favorevoli alle aperture verso le minoranze, ivi inclusa quella gay. Ala che insieme con i progressisti ha costruito la base che ha consentito il varo della legge. Così ora, dopo l’approvazione della Regina, le coppie gay potranno adottare.

«Con la Gran Bretagna i paesi che riconoscono i diritti degli omosessuali salgono a 12 su 15 – precisa Franco Grillini, deputato Ds e Presidente Onorario Arcigay – L’Italia rischia quindi di rimanere sola in Europa a non riconoscere i diritti degli omosessuali e in particolare i diritti delle coppie di fatto».

Sulla spaccatura subita dalla compagine conservatrice, Grillini invita la destra italiana a riflettere: «ormai la questione omosessuale rappresenta una questione trasversale e i diritti di milioni di persone sono riconosciuti in tutti il mondo libero tranne che in Italia».

Per il deputato DS, che il 21 ottobre scorso, in occasione dell’unione di Alessio De Giorgi e Christian Panicucci all’ambasciata di Francia, ha depositato una progetto di legge sul Pacs, Patto Civile di Solidarietà, «anche nel nostro paese è ormai matura la possibilità che il Parlamento adotti una legislazione contro le discriminazioni degli omosessuali e riconosca i diritti delle coppie gay».

Anche per Sergio Lo Giudice, presidente nazionale Arcigay, quello inglese è "un voto storico": «Per la prima volta uno dei cinque grandi stati dell’Unione Europea riconosce il diritto all’adozione anche per le coppie gay. L’Italia rimane purtroppo l’unico, tra i grandi paesi dell’Unione Europea, a non aver approvato una sola legge in favore della parità di diritti delle persone omosessuali».

«Non possiamo che registrare con rammarico – conclude Lo Giudice – un ritardo politico che si sta trasformando in un abisso rispetto al resto d’Europa. In materia di diritti umani e rispetto della dignità della persona l’Italia è fuori degli standard europei».

Intanto in Canada il ministro della giustizia Martin Cauchon renderà pubblico questa settimana un documento destinato a risolvere il problema delle unioni per le coppie dello stesso sesso. Cauchon presenterà quattro diverse proposte per i matrimoni gay: modificare la definizione del matrimonio per includervi le coppie omosessuali; mantenere lo status quo; eliminare il ruolo del governo federale nella celebrazione delle unioni, delegando tutto alle autorità religiose; oppure creare un’unione civile federale sul modello francese e del Quebec.

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