GAY UCCISO A ROMA

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Fabio Piddu è morto nel suo letto con un punteruolo piantato nella gola. Più persone confermano di aver visto il probabile assassino.

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ROMA – Non c’e’ solo l’inquilina del quarto piano ad aver visto in faccia ieri pomeriggio, verso le 13,45, il giovane che con molta probabilita’ ha ucciso con un colpo di punteruolo alla gola e poi strangolato Fabio Puddu, il portiere d’ albergo gay trovato morto nel suo appartamento a S. Giovanni.

Alcuni vicini e commercianti di via Pandosia, una via stretta costellata di negozi, hanno raccontato agli investigatori di aver visto piu’ o meno alla stessa ora la vittima accompagnata da un uomo ma nessuno al momento e’ in grado di fornire una descrizione dettagliata ma si limita a parlare di un giovane, sui 20-25 anni e di carnagione chiara. Tutti i testimoni dicono di non aver mai visto prima quell’uomo, confermando il racconto del convivente di Puddu e di amici e parenti: nell’ultimo periodo, dopo che la relazione con il convivente era finita pur rimanendo affetto e stima, il portiere d’albergo non aveva un rapporto sentimentale stabile ma relazioni brevi, di uno-due mesi, e talvolta occasionali. La difficolta’ degli inquirenti sta tutta in quella che da amici e conoscenti e’ descritta come la caratteristica principale di Puddu, ovvero la sua discrezione soprattutto nella sfera privata. Anche Marco C., che conviveva da piu’ di vent’anni con Puddu, ha spiegato che Puddu non disdegnava rapporti occasionali ma che, da quando si erano lasciati due anni fa, ognuno faceva la propria vita anche se continuavano a condividere l’appartamento e tra i due esisteva una regola d’onore che era il rispetto della privacy.

Il portiere d’albergo era una persona espansiva e solare, che risultava subito simpatica e che aveva facilita’ a stringere amicizie. Ad uccidere Puddu potrebbe essere stato un amico conosciuto qualche giorno prima e di cui la vittima non aveva fatto cenno con nessuno e quindi gli investigatori della VI sezione della Squadra Mobile, coordinati da Francesca Monaldi, stanno scavando nella vita personale anche frugando tra i numeri telefonici segnati nelle agende.

Sulle modalita’ dell’omicidio gli investigatori aspettano i risultati dell’autopsia che si svolgera’ forse domani all’ istituto di medicina legale della Sapienza. Una certezza e’, comunque, il fatto che Puddu non e’ morto per le esalazioni di gas, provenienti dai fornelli da cucina. E’ piu’ probabile che l’ omicida abbia aperto il gas dopo aver ucciso il portiere d’ albergo e prima di lasciare l’appartamento quasi volendo inscenare un suicidio.

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