GAY.IT INTERVISTA MAURA COSSUTTA

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L'esponente di spicco del partito dei Comunisti Italiani, tra i più impegnati con la Ministra bellillo sul fronte dei diritti delle persone omosessuali, risponde alle domande di Gay.it.

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Nella passata legislatura, come ben sai, sono stati presentati importanti disegni di legge finalizzati a combattere le discriminazioni nei confronti delle persone omosessuali. Le vicende parlamentari, gli attacchi di esponenti del centrodestra (in primis l’on. Giovanardi) ed una certa "timidezza" anche all’interno del governo hanno poi portato all’affossamento di tali proposte. Tu sei disposta ad impegnarsi a favore di una legge contro le discriminazioni nei confronti delle persone omosessuali?

Certo. Vorrei aggiungere che così come a Parigi abbiamo eletto a Parigi un sindaco gay, un sindaco d’Europa, vorrei che anche l’Italia entrasse in Europa, perché anche nella Carta Europea che noi abbiamo contribuito a modificare, c’è anche sancito il diritto alla non discriminazione, rispetto alla razza, al sesso, alla religione, alle idee politiche ed anche rispetto ai comportamenti sessuali. Credo che questo sia un modo giusto per entrare in Europa.

Il gruppo comunista nel Parlamento Europeo si è da sempre battuto in sede europea in favore del riconoscimento giuridico delle coppie dello stesso sesso. Tu saresti disposta ad appoggiare in Italia una legge che dia riconoscimento giuridicamente alle coppie dello stesso sesso risolvendo alcune situazioni di disagio e sofferenza a cui vanno incontro oggi le coppie omosessuali (ad esempio l’impossibilità di assistere il partner malato in ospedale, la mancanza di reversibilità del contratto di affitto intestato al partner in caso di morte dello stesso, e così via)?

Senz’altro. C’è da dire che i nostri diritti costituzionali sono diritti degli individui; dopodiché io credo che bisogna usare un atteggiamento laico, senza ideologie da nessuna parte e credo proprio che la cultura laica possa portare avanti con tranquillità e con la massima convinzione queste politiche che sono politiche per le persone, per i diritti delle persone e per i nuclei familiari indipendentemente da chi li compone.

Ti impegni a sostenere il diritto alla salute ed al benessere delle persone omosessuali fornendo i mezzi e le informazioni adeguate per un serio intervento di prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale?

Questo è certo. E vorrei aggiungere che io stessa ho contribuito a modificare il decreto sulla donazione del sangue, grazie anche all’intervento della nostra ministra (Katia Bellillio, N.d.A.) e di Veronesi, la circolare sui donatori di sangue, che è un elemento non solo di cattiva informazione ma di discriminazione. Si tratta poi non solo di diritto alla salute, ma di garantire maggiori tutele e per questo ho fatto un emendamento alla Finanziaria sulle spese gratuite per il cambio di sesso per i transessuali

Ti impegni anche ad intervenire con azioni affermative in ambito sociale, per porre fine alle discriminazioni sul lavoro, ai suicidi fra gli adolescenti, alla violenza antigay, al pregiudizio diffuso?

Assolutamente sì. Sono stata molto contenta di fare un incontro alla CGIL Nazionale che relazionava i risultati di un indagine dell’Unione degli Studenti ed è stato un appuntamento importante. Credo che queste iniziative debbano essere potenziate ed incentivate e che non ci sia bisogno solo di fare politiche sociali per le persone omosessuali, ma anche cambiare proprio la cultura. Perché la "non discriminazione" non è tolleranza, ma è appunto parità di diritti.

Ti impegni a garantire la dignità e la visibilità culturale della cittadinanza omosessuale in quanto parte importante della memoria storica del paese (ricordiamo la recente polemica suscitata da esponenti leghisti della giunta della Lombardia nella loro scelta di revocare il finanziamento regionale al Festival Internazionale del Cinema Gay Lesbico, finanziamento poi riconfermato dalla giunta lombarda)?

Come ti dicevo credo che debba cambiare la cultura, ma è innanzitutto indispensabile che a partire da voi vi siano dei percorsi identitari che rivendichiate con orgoglio, con "pride" appunto, che non vuol dire arroganza, ma appunto la percezione della dignità di se stessi. A partire da voi con gli altri, perché la libertà di ognuno è sempre in relazione a quella degli altri.

Intendi impegnarti per il rispetto dei diritti umani nel mondo (abolizione della pena di morte, depenalizzazione del reato di omosessualità presente nella legislazione di decine di paesi) ed in particolare per il riconoscimento dello status di rifugiati politici a quegli omosessuali stranieri che giungano in Italia da paesi in cui l’omosessualità sia considerata un reato?

Indubbiamente sì. Abbiamo fatto anche la proposta quando è stata discussa la legge sul diritto di asilo e credo che questo sia un punto indispensabile. Sono anzi contenta perché la manifestazione del World Pride ha visto un alleanza politica tra le vostre associazioni e le altre associazioni che si battono da anni per i diritti umani. Per cui essere in piazza nel World Pride significava essere dalla parte dei diritti di tutti, per la pace ed i diritti umani.

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