Gaynerd o provoloni? Gaye categorie ai tempi di Facebook

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Da IRC ai social network passandop er i blog, i gay hanno dimostrato di essere animali più sociali degli etero. Ma come sono cambiate le tipologie di utenti...

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"Ciao, da dove digiti?" "Che cerchi?" In principio era la chat ed IRC una pietra miliare destinata a durare quasi vent’anni. Per noi una lunga prentesi fra i batuage ed i social network aperta dai nerd e dagli addetti ai lavori e che mi piace immaginare chiusa con un enorme pulsantone dai gay che, fino allo spegnimento di irc.tin.it, il più esteso e popolato server italiano, negli ultimi anni erano fra i pochi a riuscire ancora a riempire con centinaia di utenti stanze ormai per lo più “poco raccomandabili”. Poi con gli anni 2000 sono arrivati i blog e noi tutti a sentirci novelle Carrie Bradshaw o Giovanne d’Arco della causa LGBT.

L’arrivo dei social, oltre ad aver cancellato ogni tentativo e quasi ogni aspettativa di anonimato, ha confermato un “terribile sospetto” che in fondo avevamo da tempo: se l’uomo è un animale sociale l’uomo gay lo è ancor più degli altri. E mentre le nostre iscrizioni a Facebook e Twitter hanno iniziato a far vacillare anche i più grandi sostenitori della teoria dei sei gradi di separazione tanto da rivelare che per gay e lesbiche due gradi sono fin troppi, hanno iniziato a delinearsi e a moltiplicarsi i profili tipo dei gay che popolano la rete.

Si perchè siamo in grado di passare agevolmente dal sempreverde “provolone”, che saltando da Twitromeo a Facedar senza mai tralasciare Me+ probabilmente riuscirebbe a trasformare in occasione di cruising anche thread aperti su Medicitalia o gli annunci Tecnocasa, al localaro che colonizza mailing list e bacheche con gli eventi a cui prende parte in un tour continuo da Bolzano a Lampedusa. La loro nemesi è il gay impegnato, colui che giulivo ti invia le foto del picchetto organizzato a Montecitorio il 15 di Agosto e come wallpaper ha un collage di tutte le proposte di legge antiomofobia.

Ma la lotta più grande è quella all’ultimo bit fra chi pur stando in rete si dichiara orgogliosamente antitencologico e tramite forum, SMS ed e-mail dichiara fieramente che no, pare proprio che sul suo Nokia 3210 l’app di incontri non possa essere installato, ed il "gaynerd".

Questo particolare esemplare di omosessuale del XXI secolo è un pericoloso mix di tutti i tipi precedenti ma con una caratteristica che lo rende speciale rispetto a tutti tutti gli altri: deve essere fra i primi a provare la beta di qualsiasi nuovo social o prodotto venga rilasciato sul web.

I “gaynerd” più seri spendono il loro tempo a trascrivere online su Linked-In i loro curricula e ad unirsi a gruppi di lavoratori e professionisti LGBT che molto probabilmente funzionano molto più all’estero che da noi.

Fra coloro che invece amano dedicarsi più allo svago la novità del momento si chiama Pinterest, un nuovo social che sta avendo un discreto successo soprattutto grazie al fatto che è stato fra i primissimi ad integrarsi, attraverso un’applicazione dedicata, con la nuova Timeline di Facebook. Questo social, rivolto soprattutto a chi si occupa di design, arte, architettura e grafica permette di creare delle “board”, delle bacheche tematiche, in cui salvare delle immagini con un relativo link ed un breve testo.

Una formula che secondo le prime ricerche sembra piacere soprattutto alle donne eterosessuali e, pensate un po’, agli uomini gay.

Niente immagini xxx però, per quelle continua ad esserci il buon ormai vecchio Tumblr sul quale, complice una policy molto larga, è possibile trovare di tutto, dai gattini alle gif demenziali fino a contenuti pornografici capaci di sfidare i migliori siti specializzati. In campo mobile un’applicazione di successo non rivolta ad un pubblico prettamente gay ma che ai gay sembra piacere molto a giudicare dall’uso massiccio che viene fatto degli hashtag che rimandano a contenuti LGBT, è Instagram. Un successo, quello dell’app social-fotografica che riproduce gli effetti della fotografia analogica, probabilmente ancora una volta legato alle ampie possibilità offerte nel difficile campo del “rimorchio”, e destinato a crescere visto l’attesissimo rilascio dell’applicazione per Android.

Ma forse il vero punto d’arrivo e, paradossalmente, la vera reinvenzione di alcune regole di Internet è proprio quella di Pinterest con le sue ferree regole in materia di contenuti espliciti e di copyright e la sua seppur leggerissima inversione di tendenza rispetto ad un web che ci ha disabituati alla curiosità ed al gusto della scoperta ed ha convinto persino chi prima passava le sue serate a parlare con sconosciuti in una chat che, poco importa se l’oggetto dei nostri desideri sia un prodotto o un bel ragazzo, l’importante è saziare la nostra voglia di vedere, sapere ed avere a tutti i costi tutto e subito. Almeno fino all’arrivo della prossima novità.

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