Omofobia e sessismo della Gazzetta su Ronaldo: ode al guerriero con lo smalto

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Cristiano Ronaldo è un ragazzo che gioca con la sua immagine nella roccaforte del machismo. Se le va a cercare? E cosa dovrebbe fare un campione?

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La Gazzetta dello Sport ha postato delle recenti foto di Cristiano Ronaldo in piscina a Miami con lo smalto nero ai piedi. Titolo: “Ronaldo, così te le cerchi”. L’assunto di base è chiaro. Ora pure lo smalto sui piedi? Allora fanno bene a urlarti maricón e culattone e ricchione e fr**io.

Lo smalto sui piedi, insomma, giustifica dicerie, insulti e speriamo non si volesse intendere anche altro di più grave. Un punto di vista fine, avanzato quello della Gazzetta. Vabbè, per carità, è un quotidiano sportivo. Un po’ di indelicatezza ci sta. E i titoli è noto: devono far presa. Ma su Ronaldo il problema è più generale e più interessante della mentalità retrograda di qualche titolista estivo.

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Che poi a volerla dire tutta il problema non è solo della Gazzetta dello Sport: pure il boccaccesco blog BITCHYF ha ironizzato sullo smalto del calciatore. La didascalia che accompagna le foto incriminate, recita: “Tutto molto bello, fino a che il mio sguardo non si è soffermato sui suoi piedi”. E giù di gif a sottolineare l’ilarità. Insomma, al solito, pare che i presupposti per la discriminazione in realtà ce li creiamo noi pure in casa nostra. Omofobia interiorizzata o facile populismo estetico, poco cambia. 

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A noi ovviamente quel titolo della Gazzetta scoccia parecchio, soprattutto i comportamenti che sembra avvallare ovvero giustificare. Quindi ne approfittiamo per ribadire quanto Ronaldo e la sua libertà sfacciata ci piacciano. Che sia gay o no, certamente Ronaldo non è assuefatto al machismo e alla cultura dei dictat omofobiChe sia gay o no, Ronaldo sta nella roccaforte del machismo e ci sta con lo smalto sui piedi. Già questo basta. Già questo ce le rende più che simpatico. Ce lo fa sentire vicino.

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Il mondo del calcio è impietoso su questo tipo di cose, coltiva il mito della virilità nella forma più fisica e grezza possibile. È un mondo di comunicazione e ritualità tutte al testosterone, in cui non c’è la presenza della donna a smorzare il registro dominante. Essere gay dichiarati sarebbe difficilissimo, ma non crediamo che essere quel che è Ronaldo – ovvero un “sospetto gay” – che mette lo smalto e esibisce comportamenti ambigui sia meno difficile. Anzi, forse questo suo restare sospeso, fluidamente, tra gli orientamenti, lo rende ancora più vulnerabili ed esposto. 

Va da sé che per quanto ci riguarda la sua posizione è assai coraggiosa. Con la sua sola presenza – dentro e fuori dal campo di gioco – Cristiano Ronaldo rappresenta un oltraggio a tutte le regole non scritte (ma semmai urlate poi nei cori) che dominano lo spettacolo calcistico.

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Ronaldo è molto ricco e molto famoso, quindi molto invidiato. Ed è normale tutto questo spettegolare su di lui. Il bello è che lui sembra non voler fare poi molto per mettere a tacere le dicerie. Coi suoi fiori tra i capelli, le vacanze per soli manzi, le strizzatine ai pacchi altrui, il suo bimbo cascato dal cielo, le pose liquidissime e ora lo smalto nero sui piedi, Ronaldo manifesta una mobilità di genere modernissima e spregiudicata, soprattutto tenendo conto dell’ambiente in cui si muove. Una mobilità che ci suscita simpatia e rispetto. E anche dell’altro che per eleganza omettiamo.

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Non crediamo di esagerare nel dire che Cristiano Ronaldo è, a suo modo, una delle icone queer di questa nostra epoca. Che sia gay o no, il suo gesto fondamentale non cambia: è quello che amplia lo spazio per la rappresentazione e l’espressione di sé. Ronaldo è un ragazzo che gioca con la sua immagine, è un guerriero col fiore in testa e lo smalto sui piedi. È atletico e sensuale, egocentrico e vanesio, ma dolcissimo col figlio e capace di piangere sfacciatamente in campo senza nascondersi.

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Titolisti della Gazzetta della Sport, datemi retta, Ronaldo se le va a cercare, sì. Perché è questo che fanno i veri campioni: scendono in campo. 

Jonathan Bazzi

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