Genitori gay? In Europa si può

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Due leggi, in Francia e in Inghilterra, segnano una svolta per le coppie gay. Una riconoscerà i 30.000 figli di omosessuali, l'altra consentirà alle lesbiche di dare al...

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Arrivano quasi contemporaneamente due notizie che riguardano entrambe le famiglie omogenitoriali in due paesi europei diversi, per l’esattezza la Francia e l’Inghilterra.

Il paese dei Pacs discuterà nelle prossime settimane un progetto di legge preparato dalla ministra della Giustizia Rachida Dati e dalla segretaria di Stato alla Famiglia, Nadine Morano. Il testo riguarda l’autorità parentale e il diritto dei terzi e include decisive novità per quanto riguarda le coppie omosessuali con figli. Uno dei cambiamenti riguarda il linguaggio utlizzato dalla norma che invece di parlare di "padre e madre", parlerà genericamente di "genitori". Inutile sottolineare che non è solo una modifica simbolica, ma sostanziale che permette così di comprendere nella definizine di genitori anche le coppie di gay o lesbiche. Inoltre il governo Sarkozy ha deciso che è giunto il momento di tenere conto nella prossima norma che esistono già, secondo un’analisi realizzata dall’Istituto nazinale di studi demografici, più di 30.000 bambini che vivono in famiglie coposte da genitori omosessuali.

"Anche in Italia le coppie omosessuali e le coppie con figli sono migliaia e attendono una soluzione legislativa – ha commentato Imma battaglia, presidente di Di’Gay Project -. La notizia che viene dalla Francia dimostra che senza grandi conflitti ideologici, sociali e politici è possibile far avanzare leggi e diritti che guardano ai nuovi modelli familiari in senso positivo. In Italia questo sembra sempre più impossibile, anzi spesso si ha l’impressione che ormai ci si rassegni al vuoto di leggi. Per ora gioiamo per le decisioni francesi in attesa che l’Italia decida di seguire questo modello e non quello dell’arretratezza culturale e politica".

E anche l’Inghilterra comincia ad affrontare il tema dell’omogenitorialità, dopo che qualche settimana fa una coppia di lesbiche aveva ottenuto aiuti statali per potere avere un figlio con la fecondazione in vitro. In sostanza, le donne omosessuali che partoriranno un figlio grazie alla fecondazione in vitro potranno aggiungere al certificato di nasciata del piccolo anche il cognome della compagna. La legge cui si fa riferimento è lo Human Fertilisation and Embriology Act promulgato sulle sponde del Tamigi lo scorso anno e che entrerà in vigore il 6 aprile prossimo. Il provvedimento prevede che le donne single possono nominare liberamente il secondo genitore del figlio, con uguali diritti ed obblighi nei confronti del piccolo di un padre o una madre biologica. 

La scelta di questo secondo genitore non fa distinzine riguardo al sesso che questi deve avere. L’unico vincolo, naturalmente, è che lap ersona scelta accetti e che non abbia rapporti di consanguineità con il bambino. Va da sè, quindi, che una donna può scegliere un’altra donna come seconda madre del nascituro.

L’Human Fertilisation and Embriology Authority ha ufficialmente consigliato alle donne lesbiche che intendano portare avanti una gravidanza, di aspettare l’entrata in vigore di questa legge per potere usufruire di tutti i vantaggi che prevede. "Se una coppia lesbica, per esempio, sta pensando di avere un figlio grazie alla fecondazione in vitro – ha dichiarato un portavoce – è meglio che aspetti fino ad aprile perché le norme che prevedono la nomina del secondo genitore renderanno tutto più facile".

Naturalmente il provvedimento non ha mancato di provocare polemiche, la più aspra delle quali riguarda una presunta "falsificazione" dei certificati di nascita.

La baronessa Ruth Deech, ex presidente dell’Human Fertilisation and Embriology Authority, infatti, ha dichiarato: "Quello che mi sento di obiettare è che in questo modo i certificati di nascita sarebbero falsificati. Si suppone che quel documento sia una traccia realistica delle origini genetiche del bambino. Questa norma antepone i desideri e i diritti dei partner a quelli del piccolo. E’ assurdo che chiunque possa essere nominato come padre o secondo genitore". Il deputato liberlademocratico Evan Harris, tuttavia, ha difeso strenuamente i cambiamenti introdotti dalla norma, sostenendo che è assai improbabile che si verifichino abusi. Harris ha commentato: "E’ un grande passo ed è davvero poco verosimile che possa essere utilizzato da qualcuno che non prende sul serio le proprie responsabilità". Infatti la legge prevede anche che il genitore nominato possa essere perseguito in caso non ottemperi ai doveri che la legge prevede per qualsiasi genitori nei confronti dei propri figli.

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