Genitori gay, in Lombardia prima trascrizione senza l’intervento del giudice

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I due papà, dopo tre anni, possono festeggiare. Per il senatore Pd Lo Giudice si tratta di un "momento storico".

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La coppia, assistita dall’avvocato Michele Giarratano, ha appreso la lieta novella nelle scorse ore: si tratta del primo caso di trascrizione di un atto di nascita con due genitori gay senza l’intervento di un giudice.

Ho versato tante lacrime, finalmente dopo tre anni di battaglia ce l’abbiamo fatta”, ha dichiarato a Gaypost Daniele, uno dei papà della bambina nata tre anni fa in Canada (dove i due si sono sposati nel 2011) grazie alla gestazione per altri.

Anche Giuseppe, l’altro papà, è raggiante: “Stento ancora a crederci, quando stamattina hanno chiamato pensavo ci fosse un altro problema. Invece no: siamo andati lì e ci hanno detto che era stato trascritto. È come se fosse nata un’altra bambina, oggi: finalmente nostra figlia ha due padri anche per lo Stato e siamo tutti, ufficialmente, una famiglia. Dovesse succedere qualcosa al padre biologico, l’altro potrà prendersi cura di lei come è giusto che sia”.

I funzionari dell’anagrafe e la sindaca della cittadina lombarda si sono da subito dimostrati molto disponibili, ma non è stato un percorso semplice: la coppia in un primo momento ha chiesto la trascrizione dell’atto di nascita solo con il nome del padre biologico, e solo nelle scorse ore ha ottenuto la rettifica della stessa con l’aggiunta dell’altro papà, sulla scia del provvedimento di un giudice canadese che aveva riconosciuto entrambi.

La portatrice, tra l’altro, è ancora in contatto con la famiglia: “Ci sentiamo ogni quindici giorni – raccontano – e le mandiamo regolarmente foto della bambina. C’è un ottimo rapporto tra noi e ci tengo a sottolineare che per la gestazione lei ha ricevuto solo il rimborso delle spese sanitarie”.

I due sperano che il loro caso possa ispirare altre persone: “Speriamo che serva ai ragazzi gay più giovani, quelli che non hanno ancora fatto coming out e che magari hanno paura e tanti dubbi. Tutti possiamo avere una famiglia e diventare papà, se lo vogliamo”.

La decisione del comune lombardo è stata salutata con entusiasmo dal senatore del Pd Sergio Lo Giudice: “Si tratta di un altro passo di civiltà verso l’affermazione del principio dell’interesse del minore al riconoscimento della propria realtà familiare. Un altro tassello verso una società che rispetti davvero la pluralità delle famiglie”.

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