Genova: l’università introduce il libretto per trans, scoppia la polemica

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Secondo i consiglieri di Fratelli d'Italia è "un’iniziativa surreale e becera".

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L’Università di Genova ha ufficialmente introdotto badge e libretto per transgender, in cui è possibile indicare un’identità differente da quella anagrafica. “Una questione di civiltà, se qualcuno non lo capisce…penso ugualmente di aver fatto la cosa giusta”: dice il rettorePaolo Comanducci, liquidando la polemica scoppiata ieri e alimentata in particolare dai consiglieri di Fratelli d’Italia Matteo Rosso, della Regione, e Stefano Balleari, del Comune. Un’iniziativa surreale e becera”, hanno scritto i consiglieri in un documento,“in questo modo l’Università”, prosegue Rosso “va contro le mozioni approvate dalla Regione Liguria in materia di contrasto alla diffusione, in luoghi deputati alla formazione, delle teorie gender.

L’iniziativa nasce come provvedimento contro le discriminazione e c’è voluto un po’ per arrivare a renderla concreta: “In realtà il badge per gli studenti in transizione è stato approvato lo scorso anno su proposta di tutte le componenti del Comitato: docenti, studenti, e tecnici amministrativi”, dice la professoressa Isabel Fanlo y Cortes, presidente della Commissione pari opportunità dell’Università di Genova“Ci sono voluti alcuni mesi a renderlo operativo, adesso i libretti sono una decina. Giorni fa, gli studenti eletti nella commissione hanno inviato una lettera, da pari a pari, a tutti gli studenti per ricordare loro questa possibilità. Una mail piena di entusiasmo per questa piccola attenzione che l’Università ha deciso di dedicare agli studenti che si trovano nella delicata fase di transizione. E non vogliono, comprensibilmente, giustificare la discrepanza tra un genere diverso da quello indicato nei documenti con cui si presentano a sostenere gli esami”.

Tra i critici dell’iniziativa si è aggiunto anche Giovanni Toti, ex direttore di Studio Aperto e oggi Governatore della Liguria: “Non credo sia il primo problema della gente che vive in Liguria, non mi risulta esserci un sesso transitorio. O uno è uomo o uno è donna. Finché è uomo sarà uomo, quando sarà donna diventerà donna in base a quanto prevede la legge nazionale”.

“Queste affermazioni, a ridosso della giornata in cui vengono ricordate le persone transgender vittime di violenza (20 novembre), ci ricordano quanto sia utile il nostro lavoro quotidiano”, dice Claudio Tosi, presidente di Arcigay Liguria. E il rettore Comanducci, primo rettore genovese a parlare in piazza al Pride dell’estate scorsa, chiarisce: La transizione di genere esiste, non ce la siamo inventata noi. Invito chi si è alzato a protestare a riflettere in maniera meno ideologica e a pensare che si tratta della vita delle persone”.

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