Genova Pride: il flop di Arisa e le spaccature interne

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Alla vigilia del corteo del 27, Azione Trans si dissocia "dai giochi politici che stanno putrefacendo il movimento". E il circolo lesbo Le Ninfe esce da Arcilesbica: "somiglia...

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Quasi deserto il concerto di Arisa A pochi giorni dal Genova Pride, quello nazionale, quello che dovrebbe rappresentare tutta la comunità lgbtq italiana, l’impianto si sta lentamente sgretolando. Il comitato organizzatore perde pezzi e la disorganizzazione sembra avere la meglio anche sulla buona volontà dei volontari che lavorano alle iniziative. A partire dal concerto di Arisa, vincitrice dell’ultimo Sanremo Giovani, che, raccontano le cronache locali, è stato un vero e proprio flop. Avrebbe dovuto essere l’inaugurazione in grande stile del Pride Village, l’ospite di grande richiamo che ci si aspettava riempisse lo spazio del Porto Antico. E invece, all’inizio del concerto, una quarantina di minuti dopo l’orario previsto, davanti all’occhialuta cantante c’erano, forse, un centinaio dipersone e molte sedie vuote. L’area invece si è riempita quando è iniziata la musica da discoteca. Meglio di niente, per quella che qualcuno ha creduto somigliasse più a una sagra paesana che a un evento lgbt.

E pensare che, stando al comitato organizzatore, quello del Village è un esperimento, una sorta di prova tecnica di un evento che dovrebbe ripetersi ogni anno, al Porto Antico di Genova o in un’altra area, sulle orme del frequentatissimo Gay Village che anima le estati romane e di quello padovano che ha contato 60 mila presenze.

Il circolo Le Ninfe esce da Arcilesbica e critica la gestione del Pride Ma la situazione non sarebbe poi così grave se tutti i problemi fossero organizzativi: un Pride nazionale non è certo un evento facile da preparare e gestire, anche se questo non è il primo che si fa.

Il fatto è che il comitato organizzatore e le associazioni che ne fanno parte, perdono vistosamente pezzi e la questione diventa politica. Prime a manifestare le loro critiche a questo Pride sono state le Ninfe-GenovaGaya, associazione lesbica cittadia che fino a qualche giorno fa era un circolo di Arcilesbica e adesso ha deciso di percorrere una strada autonoma. La ragione scatenante, in realtà, non è neanche la gestione del Pride, quanto questioni interne ad Arcilesbica.

"Ci sono stati alcuni problemi interni nei rapporti tra noi, la segreteria nazionale e la sua rappresentante a Genova – ci ha spiegato Rita Bellotti, componente del consiglio direttivo della nuova associazione -. Abbiamo subito delle scorrettezze, ci sono state attribuite colpe che non riconosciamo di avere. Abbiamo anche presentato un’istanza al collegio delle garanti che non è stata presa in considerazione. A fronte di una mancanza totale di comunicazione, è stata presa dalla segreteria nazionale una decisione unilaterale. Certo, anche il disaccordo sull’organizzazione e la gestione del Pride ha influito, a cominciare dal modo in cui è stato indetto".

Adesso Le Ninfe è un’associazione indipendente che si definisce orizzontale e non verticistica, in contrapposizione, invece, a chi verticistico lo è. "Arcilesbica somiglia sempre più ad Arcigay – ha aggiunto Rita -. L’ultima novità è la nomina della vicepresidente, ovvero la ex segrtaria nazionale. Peccato che la carica di vicepresidente non sia prevista dallo statuto. Noi vogliamo essere orizzontali e inclusive, anche nei confronti di chi ha idee diverse dalle nostre. Dall’altro lato, però vogliamo collaborare con tutti perché l’unità sugli obiettivi è fondamentale". E il Genova Pride? "E’ nato male, convocato con qualche telefonata, senza confronto né dialettica. Non poteva che scatenare polemiche: se la scelta del Pride itinerante deve permettere a qualcuno di porsi come se fosse l’intero movimento lgbt o di appropriarsi dell’orgoglio di tutti, allora è sbagliato."

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AzioneTrans esce dal Comitato Organizzatore: "Solo giochi politici"

A seguire Le Ninfe, arriva AzioneTrans che con un comunicato stampa diffuso oggi comunica la sua fuoriuscita dal comitato organizzatore. "Di fatto Azionetrans è figurata solo nell’elenco delle Associazioni organizzatrici – scrive la presidente Francesca Busdraghi – ma non ha mai avuto alcuna possibilità  né di  avere una sola risposta nella mailing list del Comitato Genovapride 2009, né tantomeno è mai stata chiamata in causa per la benché minima decisione in merito al Pride ed agli eventi correlati e lo stesso vale per tutti i comunicati diramati dal Comitato". Più avanti nel comunicato, i toni si fanno ancora più aspri e polemici: "Di fronte ad una totale mancanza di democrazia e di condivisione – si legge nella nota dell’associazione trans – chiediamo la immediata cancellazione di Azionetrans dalla mailing list del Comitato Direttivo Genovapride e  contestualmente la rimozione dalla lista delle associazioni organizzatrici. Esprimiamo totale appoggio alle Ninfe e ne condividiamo la decisione di iniziare un percorso autonomo e scevro da giochi politici che stanno solo putrefacendo i resti del movimento lgbt Italiano".

Dal comitato organizzatore, non una parola su queste dafaillances, quasi non esistessero o non rappresentassero un problema politico, il segno che, forse, qualche errore è stato fatto. Per il 27 giugno, intanto, a Genova si aspettano da 150 a 200 mila persone. A Roma, lo scorso sabato, erano 250 mila. E non era il Pride nazionale.

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