Germania, la candidata di estrema destra Alice Weidel fa coming out: “I gay devono temere l’Islam”

di

"Il mio partito è l'unica protezione reale per i gay e le lesbiche in Germania".

10358 9

Angela Merkel sembra destinata a conquistare per la quarta volta il mandato alla Cancelleria nelle elezioni previste per il prossimo 24 settembre: ciononostante l’attenzione è attirata anche dal possibile risultato dal partito di estrema destra Alternative für Deutschland (AfD) che conquista il malcontento degli esclusi e di chi si sente minacciato da stranieri e migranti.

A guidare l’AfD alle elezioni una strana coppia composta dall’ex CDU Alexander Gauland, un 76enne le cui posizioni marcatamente euroscettiche non fecero breccia nel partito di Merkel e Alice Weidel. Trentotto anni, laureata in economia all’Università di Bayreuth, la donna da tempo vive con Sarah Bossard, una produttrice cinematografica originaria dello Sri Lanka: le due hanno una seconda residenza in Svizzera, a Biel, dove vivono con due figli adottivi.

Per la prima volta due giorni fa ad un comizio della campagna elettorale in Baviera la candidata dell’AfD ha sollevato la questione della sua omosessualità davanti a iscritti e simpatizzanti: “Non sono qui, nonostante la mia omosessualità, ma anche per la mia omosessualità” ha detto Weidel, ribadendo un concetto già espresso in precedenza in un’intervista pubblicata mercoledì sul blog “Philosophia Perennis”, l’AfD è “l’unica protezione reale per i gay e le lesbiche in Germania.

Secondo la sua visione la più grande minaccia per gli omosessuali tedeschi deriva in questo momento dai migranti musulmani ostili per motivi religiosi ai rapporti. Un coming out necessario anche per mettere a tacere i pettegolezzi e le continue domande dei giornalisti durante le conferenze stampa sulla sua vita privata. In particolare, le si fa presente spesso la questione della compatibilità tra il suo orientamento sessuale e la militanza in un partito di estrema destra che nel suo programma elettorale si lamenta del declino delle famiglie tradizionali e critica i programmi scolastici, in cui troppa importanza verrebbe data alle questioni di genere.

Su questi temi Weidel risponde che: “A scuola i bambini devono studiare tedesco, matematica e scienze. La questione del genere e il vocabolario LGBT non sono adatti alle mura scolastiche ma a quelle di casa.

Recentemente Weidel è rimasta coinvolta anche in una polemica sul “politicamente corretto” da lei bollato come “il cumulo di immondizia della Storia”. Un conduttore radiofonico ne aveva approfittato per scagliarsi contro di lei durante il suo programma in modo sarcastico: “Ma sì, finiamola con il politicamente corretto, viva il politicamente scorretto, quella ‘sgualdrina Nazi’ deve avere ragione“. Weider lo aveva denunciato cercando inutilmente di vietare la replica del programma.

Leggi   Il potere del coming out: "Ho detto a mia madre che sono lesbica, ora andiamo insieme al Pride"
Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...