GERMANIA, UNIONI GAY AL VIA

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La legge, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, sarà in vigore da agosto

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BERLINO. La legge sulle "unioni a vita" (Lebenspartnerschaftsgesetz) approvata dal parlamento tedesco è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale tedesca il 22 febbraio scorso (BGBI. I 2001, 266): con ciò entra in pieno vigore a partire dal primo agosto prossimo.

In via di discussione tuttavia si trova al momento la cosiddetta legge integrativa che punta a recuperare i punti non approvati dalla camera dei Länder. Al proposito è stata instaurata una commissione di lavoro con in rappresentanti del parlamento e della camera dei Länder a cui la CDU/CSU (il partito democratico cristiano e la unione cristiano sociale/Baviera) si è rifiutata di partecipare, probabilmente una mossa strategica in vista delle prossime elezioni amministrative. La commissione sarà dunque operativa soltanto dopo lo svolgimento delle elezioni in Baden-Württemberg e Rheinland-Pfalz le cui procedure potrebbero ritardarne il lavoro fino a maggio.

Le procedure di elaborazione della legge integrativa non hanno tuttavia nessun effetto limitante o ritardante sull’entrata in vigore della legge ormai approvata.

I punti rimasti aperti a cui lavora la commissione sulla legge integrativa riguardano fra gli altri le agevolazioni sulle tasse di eredità, sulle detrazioni fiscali sullo stipendio (in Germania le tasse vengono calcolate sulla somma complessiva delle entrate dei due coniugi e poi divise per due, la qual cosa diventa molto vantaggiosa se uno dei due guadagna molto meno dell’altro e estremamente vantaggiosa se uno dei coniugi non lavora), le agevolazioni per i coniugi degli statali (gli statali in quanto prestano il loro servizio completamente allo stato hanno diritto ad una serie non indifferente di trattamenti speciali e privilegi), la legge sul diritto al sostentamento sociale e al pagamento dell’affitto o di parte di esso in caso di indigenza. Questi punti che costituiscono i cosiddetti vantaggi economici del matrimonio eterosessuale sono stati divisi dagli altri per permettere alla legge di passare.

Dal primo agosto prossimo sarà dunque possibile una forma di matrimonio garantito e salvaguardato dal nuovo istituto giuridico-familiare delle coppie registrate. Questo significa: registrazione dell’unione presso l’ufficio comunale, regolamentazione delle separazioni, diritto all’assunzione del nome del coniuge

(con la possibilità di mantenere anche il proprio cognome), regolamentazione sulla gestione dei beni in comune, obbligo di passare gli alimenti, diritto alla tutela dei bambini all’interno della coppia, acquisizione dello status di parentela, istituzione ufficiale di vincoli parentali come quello di suocero/suocera, cognato/cognata.

Le conseguenze di tali regolamentazioni riguardano fra l’altro la possibilità di rimanere nell’appartamento del partner anche dopo la sua morte, la possibilità di ereditarne i beni riducendo così la parte destinata alla sua famiglia, ma ancora più importante, visto che molte coppie omosessuali hanno dovuto soffrire difficoltà enormi a questo proposito, è quello riguardante il diritto degli stranieri: con il diritto a seguire il partner nel suo luogo di residenza e il diritto al permesso di lavoro senza restrizioni finiscono finalmente le odissee delle coppie con partners extracomunitari.

La questione poi se le unioni gay siano anche veramente unioni a vita come il termine tedesco confezionato per questa legge si promette rimane probabilmente nei limiti di una concezione del matrimonio che fra gli eterosessuali sempre meno interpreta l’unione come un fatto necessariamente duraturo.

di Emanuele Sgherri – da Berlino

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