Gerusalemme: la Gay Parade alla Corte Suprema

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In Israele è scandalo per la prima gay parade della città: tra rabbini indignati e gli omosessuali che rivendicano i loro diritti, il municipio per ora non finanzia...

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GERUSALEMME – A pochi giorni dalla prima storica sfilata, la ‘Gay Parade’ di Gerusalemme è stata già oggi oggetto di animata discussione alla Corte Suprema di Gerusalemme dopo che il municipio si è rifiuto di partecipare al finanziamento della manifestazione.

Denunciando la "resa indegna" del sindaco Ehud Olmert (Likud) ad asserite pressioni di ambienti rabbinici, i membri di circoli omosessuali (‘Beit Patuach’) e lesbici (‘Klaf’) hanno chiesto un intervento urgente dei giudici della Corte Suprema.

"Calcoliamo – ha detto Jerry Levinson, un portavoce di ‘Bait Patuach’ – che almeno il 10 per cento degli abitanti di Gerusalemme siano omosessuali. Riteniamo dunque che abbiano diritto di ricevere un contributo del municipio quando, una volta l’anno, desiderano organizzare una manifestazione".

Ma il rappresentante del municipio, l’avvocato Yaakov Kaminetzky, ha sostenuto che "i fondi pubblici non possono essere elargiti a chiunque".

"Cosa dovremmo fare – ha chiesto – se domani anche i fumatori di pipa volessero una loro parata?".

La Corte Suprema si è presa 90 giorni di tempo per stabilire se la ‘Gay Parade’ debba essere finanziata per la cifra richiesta di 100 mila shekel, 25 mila euro. Qualora i giudici deliberassero a favore dei gay, le loro organizzazioni sarebbero rimborsate per le spese avute.

"Per noi si tratta di una prima vittoria" ha commentato la portavoce di ‘Klaf’, Karin Guterman-Nagari.

La manifestazione avrà luogo venerdì. Il corteo si snoderà dalla centrale Piazza Zion, proseguirà lungo la via Jaffa e si concluderà nel vicino Parco dell’Indipendenza: un luogo di appuntamento tradizionale per gli omosessuali cittadini.

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