Gianni Sperti: Io, il trono gay, coming out e la voglia di paternità

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"Il coming out non è sufficiente, tutto parte dall'educazione"

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Gianni Sperti piace. E pure tanto a quanto pare. Sia ben chiaro: non sono io a parlare, ma i numeri che girano intorno ai suoi social network. Quattrocentoundici mila seguaci su Instagram e quasi centotrentamila su Facebook. Mica male per uno che ha iniziato la sua carriera come ballerino quando i social non erano neanche nelle menti dei loro creatori. Eppure Gianni Sperti, da quell’ormai lontano 1995, di strada ne ha fatta.

Dopo un matrimonio fallito (con Paola Barale, ndr), un reality (dove ha vinto duecentomila euro) e diverse discussioni con la sua compagna d’avventure pomeridiane, Gianni Sperti vorrebbe diventare padre: “Il desiderio c’è. Mi fa male pensare che, in un Paese come il nostro, non ci sia una legge che dia l’opportunità a single come me, di dare un futuro a qualcuno” e aggiunge: “il futuro non mi spaventa e se dovesse finire tutto, ho già il mio piano B”. Intanto, in attesa della tanto discussa legge sulle unioni civili, l’opinionista del prime time di Canale 5 parla a ruota libera di adozioni, di coming out, del trono gay e dell’ostacolo che divide il mondo lgbt dalla Chiesa di Papa Francesco.

Nel 2012 dichiarò: “sono cattolico, ma sarei pronto a lottare per l’adozione, anche se non ho una compagna”.

Cosa ne è rimasto di quel desiderio?

Il desiderio c’è ancora e il mio pensiero non è mai cambiato, anzi. Adottare un bambino è un atto d’amore verso il prossimo. Mi fa davvero male pensare ai tanti bambini soli e mi fa ancor più male pensare che, in un Paese come il nostro, non ci sia una legge che dia l’opportunità a coppie e, a single come me, di dare un futuro a qualcuno.

Piuttosto sarebbe favorevole alle adozioni gay?

Assolutamente si. Mi capita spesso di assistere a polemiche sul bisogno, a tutti i costi, della presenza di una madre per la crescita di un figlio. Spesso ci si dimentica, invece, che dietro un abbandono c’è sempre una mamma. Penso da sempre che un bambino abbia bisogno solo di amore e protezione. E’ pur vero che non si può dare quest’opportunità a chiunque, ma se ci sono i presupposti giusti, tutti devono avere il diritto di adottare, a prescindere dall’orientamento sessuale.

Qual è, secondo lei, l’ostacolo che divide la Chiesa dal mondo lgbt?

Il concetto di famiglia. La Chiesa ha un concetto totalmente diverso da quello attuale. E le dirò: non credo che sia neanche così contraria all’amore tra persone dello stesso sesso, anche se dichiara esattamente il contrario. Mi piace molto Papa Francesco e la sua apertura verso il mondo LGBT.

La sua collega Tina Cipollari ha più volte detto SI al trono gay. Lei da che parte sta?

Dalla stessa di Tina ovviamente. Nel programma, alla fine, si parla di amore e l’amore è universale.

Pensa che Maria de Filippi sia al corrente di questo desiderio da parte del pubblico?

Penso proprio di si. Maria de Filippi è una donna molto saggia, attenta al suo pubblico e all’evoluzione della società.

E come mai ancora non se n’è parlato?

Non posso rispondere per lei. Ho un’altissima considerazione della sua persona, ed essendo una donna molto intelligente saprà meglio di me, e di lei, il perché.

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Fece scandalo, in passato, la sua dichiarazione a Top dove diceva: <>. Quindi lei pensa che il coming out sia una cosa piuttosto inutile?

Io non giudico chi decide di fare o non fare coming out. Sicuramente dobbiamo molto alle persone che, in un passato più difficile, hanno avuto il coraggio di farlo perché, grazie a loro, oggi non è più considerato un tabù. E’ sicuramente molto importante ma, secondo me, non sufficiente. Per cambiare il pensiero della società bisognerebbe lavorare sull’educazione. Ho molta stima di chi si sveglia, va a lavorare, per poi tornare a casa ad amare chi gli pare, senza doversi sentire diverso e, per questo, obbligato a dirlo.

La sua storia professionale è piuttosto articolata: da ballerino professionista ad opinionista. Non ha mai pensato ‘ora smetto’?

Lo penso tutti i giorni, ma in realtà non potrei mai perché ho bisogno di un pubblico a cui poter dare me stesso. La danza resta il primo grande amore e con il quale credo di aver comunicato tutte le mie emozioni. Successivamente, grazie a Maria de Filippi, ho avuto la possibilità di rapportarmi direttamente con il pubblico, esprimendo quotidianamente le mie opinioni. Ho potuto far conoscere meglio la mia personalità e il mio carattere. E poi mi scusi: perché me lo chiede? Le sto forse sulle palle?

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