Giappone, coppia gay riconosciuta come affidataria: è la prima volta

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Nuovi passi in avanti in tema di diritti LGBT per la terra del Sol Levante.

Giappone
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Sono felice: siamo stati riconosciuti come una famiglia, non solo come individui”: a dichiararlo un uomo (che ha scelto l’anonimato) che assieme al compagno, in Giappone, è diventato il primo nella storia della nazione ad essere riconosciuto come genitore affidatario di un ragazzino.

Nelle scorse ore, ad Osaka, due uomini di 40 e 30 anni sono ufficialmente diventati i genitori affidatari di un giovane ragazzo, che vive con loro da febbraio. La lieta notizia giunge a coronamento di un lungo percorso, iniziato nell’autunno 2015 con l’atto di registrazione ufficiale e proseguito poi con lezioni ed esami severissimi da parte delle autorità per verificare la sussistenza dei criteri necessari per l’affidamento. La gioia dei due è incontenibile, come raccontano a un magazine nazionale: “Il ragazzo sta vivendo una vita rassicurante e noi siamo troppo felici”.

Il Ministro della Salute, del Lavoro e del Welfare ha confermato che si tratta del primo caso in Giappone di coppia gay riconosciuta come coppia affidataria. Gli ultimi dati governativi diffusi parlavano di 3704 genitori affidatari in Giappone, di cui la grande maggioranza è rappresentata da coppie eterosessuali sposate : gli altri erano – fino a prima di oggi – genitori single.

Il Giappone continua nel solco di un lento ma costante percorso di inclusione e tolleranza: nel 2013 un distretto di Osaka è stato il primo a supportare ufficialmente i diritti della comunità LGBT, marzo ha visto la prima donna nata uomo ad essere eletta ad una carica pubblica e le prime norme nazionali volte a lottare contro le discriminazioni per genere ed orientamento sessuale.

Da giugno, infine, Sapporo diventerà la città giapponese con più abitanti a fornire riconoscimento formale alle coppie dello stesso sesso.

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