Giappone: Polizia licenzò HIV+, condannata

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Fu costretto sette anni fa a lasciare l'addestramento di poliziotto a Tokyo perche' trovato sieropositivo Hiv ad un controllo imposto contro la sua volonta'.

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TOKYO – Fu costretto sette anni fa a lasciare l’addestramento di poliziotto a Tokyo perche’ trovato sieropositivo Hiv ad un controllo imposto contro la sua volonta’ ma oggi un tribunale gli ha dato ragione dichiarando illegale il test e ordinando il risarcimento danni al governo metropolitano della capitale giapponese e alla societa’ responsabile del test.
“E’ una sentenza storica molto importante. Spero possa aiutare a superare i pregiudizi e le discriminazioni ancora troppo forti in Giappone nei confronti dei sieropositivi e dei malati di Aids“, ha detto Etsuko Kawada, avvocato e madre di un emofiliaco diventato sieropositivo per farmaci contaminati con il virus Hiv.
L’uomo, un giovane sotto i 30 anni, aveva ricevuto nel 1997 l’offerta di un lavoro dalla polizia metropolitana di Tokyo ma alla vigilia del periodo di addestramento come agente fu avvicinato da un graduato che gli comunico’ la positivita’ ad un test Hiv ‘consigliandogli’ di dare le dimissioni per evitare l’insorgere della malattia dell’Aids “a causa dello stress fisico connesso con l’addestramento e il lavoro di agente”. “L’imposizione di un test non necessario e’ un atto illegale e costringere alle dimissioni con la motivazione che un sieropositivo e’ inadatto a fare il poliziotto e’ un atto altrettanto illegale”, ha sentenziato il giudice che ha ordinato un risarcimento danni al giovane di 4,4 milioni di yen (circa 32.000 euro).
Nel silenzio generale e nell’indifferenza quasi generale, l’Aids sta avanzando in Giappone a ritmi giudicato allarmanti da numerosi esperti. “Restando cosi’ le cose – ha detto di recente all’Ansa l’epidemiologo Masahiro Kihara, docente della statale di Kyoto e membro della commissione sull’Aids del ministero della sanita’ – entro il 2010 il numero di sieropositivi e di malati di Aids in Giappone potrebbe raggiungere le 50.000 unita’. Pochi si stanno rendendo conto della gravita’ del problema e l’opinione pubblica continua a credere che il problema o non esista o sia irrisorio. Mentre restano forti pregiudizi e discriminazioni”.
I dati statistici del ministero della sanita’ confermano che da alcuni anni il Giappone e’ l’unico tra i Paesi sviluppati dell’Occidente a far registrare aumenti sia dei sieropositivi Hiv sia dei malati di Aids, che crescono mediamente di 800 all’anno (circa 550 sieropositivi, 250 malati di Aids). Il numero complessivo al 30 marzo 2003 dei sieropositivi e’ di 5.286 persone, di cui 3.568 giapponesi (3.137 uomini e 431 donne) e 1.718 stranieri (619 uomini e 1.099 donne), mentre i malati di Aids sono 2.624, 1.948 giapponesi (1.797 uomini e 151 donne) e 676 stranieri (456 uomini e 220 donne). A questa cifra vanno aggiunti 1.948 emofiliaci contagiati in passato per trasfusioni con sangue infetto. I morti di Aids accertati sono 1.292.
“I dati ufficiali sono solo la punta dell’iceberg – ha rilevato Kihara – e gia’ adesso le nostre rilevazioni parlano di una cifra reale di 18.000 sieropositivi”.

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