Giornata storica: Roma approva il Registro delle Unioni Civili

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Dopo la movimentata seduta di ieri, oggi finalmente l'aula ha detto sì. Ecco com'è andata.

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Roma ha detto sì al Registro delle Unioni Civili. Con 32 voti a favore, 10 contrari e un’astensione, l’Aula Giulio Cesare ha approvato la delibera firmata da Imma Battaglia, consigliera di Sel. Una seduta non interrotta, com’è successo ieri, da intrusioni, ma vissuta dalla comunità lgbt romana, presente in sala, come storica. Iniziata con un’ora di ritardo per mancanza del numero legale, la seduta è iniziata con il voto sugli emendamenti rimasti in sospeso da ieri. Tutti bocciati. Un lungo susseguirsi di dichiarazioni di voto ha preceduto quello finale. Si sono espressi contro le opposizioni di destra, con l’unica eccezione della consigliera Belvisio, del Gruppo Misto, che ha richiamato l’esempio di Cameron che, da destra, ha voluto l’uguaglianza dei cittadini omosessuali perché “un cittadino integrato si sente sicuro. E cosa c’è più di destra che garantire la sicurezza ai propri cittadini?”.

L’intervento conclusivo è stato quello di Imma Battaglia che ha ricordato che “noi nel ghetto non ci torniamo più”. Condannando gli insulti e le aggressioni verbali avvenute ieri in aula, Battaglia ha accusato l’opposizione di “avermi fatto sentire tutto il peso della diversità”. “Nessun eterosessuale subisce quello che subiamo noi” ha ricordato la consigliera di Sel riferendosi agli obblighi che una coppia che si iscrive al Registro deve osservare, come dimostrare la coabitazione da 12 mesi.

In aula, durante la votazione, c’era anche il sindaco Marino, accusato dall’opposizione di non esserci stato in occasione di discussioni ritenute più importanti come gli allagamenti di Roma o la questione dei vigili urbani. Tra il pubblico anche Nichi Vendola, Vladimir Luxuria e Aurelio Mancuso, ma soprattutto moltissimi attivisti delle associazioni lgbt romane, del comitato Roma Pride e tanti cittadini in attesa del voto che vede la Capitale, finalmente, approvare il Registro che hanno già approvato altre 160 città d’Italia.

Durante le dichiarazioni di voto, le opposizioni di destra hanno annunciato denunce penali, sostenendo che questo provvedimento “mina la coesione sociale”, mentre la consigliera di NCD Mennunno ha denunciato di essere stata aggredita ieri fuori dall’aula, dalle associazioni lgbt, dopo che, in aula, insieme ad altri consiglieri, si era resa protagonista dell’esposizione di cartelli con frasi della Genesi , portando alla sospensione della seduta.

La convergenza sulla delibera, però, è stata ampia. A favore ha votato anche il M5S, sebbene non sia in maggioranza e nonostante la contrarietà all’obbligo di dimostrare la coabitazione da almeno 12 mesi. L’approvazione, dunque, si deve ai voti di Pd (con una astensione), Sel e M5S, oltre che della consigliera Belvisio. Ha annunciato che sarebbe uscito dall’aula, il consigliere della lista Marchini.

Mentre in aula si discuteva la delibera e si votava, in piazza del Campidoglio altri attivisti e cittadini attendavano il voto e a loro si sono aggiunte altre associazioni come l’Opera Nomadi. Un girotondo colorato e gioioso ha accolto la notizia dell’approvazione del Registro delle Unioni Civili.

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