Giovanardi a Torre del Lago. Fischi dal pubblico

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Contestato Giovanardi. Lo scontro con una donna incinta. Regina Miami gli regala Vanity Fair con le foto del matrimonio Concia. Poi ammette: "Mi consulto col Vaticano prima di...

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Il sondaggio sul parere degli italiani su nozze gay e adozioni che il Sottosegretario Carlo Giovanardi aveva annunciato di portare al dibattito che si è tenuto al Mardi Gras di Torre del Lago ha tenuto banco nella prima parte della serata. Per 20 minuti è uno scontro di numeri: "I favorevoli alle nozze gay sono solo il 30%", dice Giovanardi. "Non avete chiesto se sarebbero favorevoli a un altro istituto giuridico", controbatte Alessio De Giorgi, presidente di Gay.it. "I nostri numeri sono comunque maggiori", ribatte poi Patanè. Per il resto la chiusura del Sottosegretario è totale: no alle nozze gay, no alle adozioni, no ad una legge contro l’omofobia. La differenza stavolta è che gli stessi concetti li ha espressi guardando negli occhi il pubblico gay.

«Siamo stati criticati da qualcuno per avere invitato Giovanardi – dice Alessio De Giorgi – Ma non è venuto a Torre del Lago per ritirare un premio, piuttosto per ribadire davanti alle persone gay quel che di solito dice di loro sui giornali». Il risultato c’è stato: fischi e contestazioni hanno da subito contraddistinto il "talk" a 5: Giovanardi da una parte e Patanè, Regina Satariano, Lorenza Tizzi e Alessio De Giorgi dall’altra.

Anche i malumori per gli sprechi della politica sono usati come arma dialettica: Patanè lamenta che il "cosiddetto sondaggio" sia stato fatto "a spese degli italiani" e tutto per fornire dati raccolti con "domande tendenziose". "Perchè non fate un sondaggio per sapere cosa pensano di voi gli italiani?"; "Siete nominati, non eletti, e non rappresentate la società". "Io ho iniziato facendo il consigliere comunale", è la difesa di Giovanardi.

Ma i buuu del pubblico inondano il senatore quando a confrontarsi con lui è Lorenza Tizzi. Già dirigente di Arcigay, lei e la compagna aspettano un bambino che arriva con un’inseminazione artificiale decisa dopo 10 anni di fidanzamento. "Se muoio io prima che compia 18 anni – fa presente Lorenza – questo figlio non avrà nessun genitore". "Quel bambino ha un padre ma chissà dov’è", risponde un po’ goffamente Giovanardi. Il pubblico è sempre più insofferente.

Scorre un video con la pubblicità di Ikea così aspramente criticata dal Sottosegretario alla Famiglia che di famiglia, in quel caso, non vuol sentire parlare. "Non accetto che si definisca famiglia quel che famiglia non è". Strada sbarrata anche per una semplice passeggiata mano nella mano fra due uomini: "A me darebbe fastidio un’ostentazione simile", e ancora fischi. Poi ammette: "prima di votare leggi su valori non negoziabili mi consulto con le gerarchie vaticane, che male c’è"?

Il finale si alleggerisce soltanto grazie all’intervento a sorpresa – per il senatore – di Regina Miami, la drag queen padrona di casa del locale. Sale sul palco con trucco e parrucco di ordinanza e regala al senatore una copia di Vanity Fair che pubblica le foto in esclusiva del matrimonio di Paola Concia. Il senatore lo chiama "operazione Concia" a ribadire la sua idea che l’amore, in quella cerimonia, non c’entra nulla. "Noi paghiamo le tasse come gli altri", "Noi siamo famiglia", "Pensi a quel puttaniere di Berlusconi", sono le grida dalla folla. Lui ringrazia e se ne va.

di Daniele Nardini

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