Giovanardi contro Nannini. Spero la figlia non abbia 2 madri

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Il Sottosegretario questa volta si scaglia contro la cantante: "Non auguro a sua figlia di avere due mamme". Gay nell'esercito? "Pienamente d'accordo con le regole americane: non chiedere...

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"Non auguro alla figlia della Nannini di avere due mamme", dice Carlo Giovardi ai microfoni di Klauscondicio, la trasmissione web di Klaus Davi. Il Sottosegretario alla Famiglia, facendo riferimento a un’intervista rilasciata dalla cantante proprio a Gay.it nel 2002 nella quale si dichiarava bisessuale, dice di appartanere alla "scuola di pensiero che un bambino abbia diritto ad avere un padre ed una madre perché per una crescita equilibrata la figura materna e quella paterna hanno una loro funzione indispensabile. Ho qualche dubbio che un bambino che abbia due uomini o due donne come genitori abbia le stesse chance o le stesse opportunita’ di crescita equilibrata dei bambini che hanno un padre e una madre".

"Una società costruita sui principi di Gianna Nannini non reggerebbe – dice ancora – sarebbe una società senza un futuro, una società di questo tipo morirebbe. Se i movimenti dell’orgoglio omosessuale fossero prevalenti o riuscissero a convincere il mondo che quella è la strada giusta allora il mondo finirebbe nell’arco di una generazione".

Giovanardi è polemico anche sull’età della cantante, che ha avuto la sua Penelope a 54 anni. "Per legge c’è un limite nell’adozione di 45 anni fra l’adottante e l’adottato. Se tu adotti una creatura questa deve avere una probabilità abbastanza alta di crescere insieme ai genitori. Il limite imposto dalla legge si alza necessariamente con queste forme di fecondazione. Aumenta la possibilità che un bambino nasca da una donna che una volta era già una nonna, ma soprattutto, con un rischio altissimo di rimanere orfano; è un fatto naturale. Io di certo non me lo auguro ma se diventasse una cosa comune, il fatto di mettere al mondo i figli a quella età, il numero di bambini orfani aumenterebbe a dismisura. Io non condivido la scelta della Nannini, mi dispiace che lo vanti come una cosa straordinaria, ne prendo atto".

Il sottosegretario non manca di intervenire anche sulla presenza dei gay nell’esercito e in controtendenza alle intenzioni del Senato amerciano che si appresta ad abolire il divieto di soldati gay si dice d’accordo "in pieno con le regole dell’esercito Usa. ‘Non chiedere e non dire che sei gay’. Perché se uno è omosessuale è affare suo, ma se fa apertamente coming out non è più affare suo, la sua omosessualità diventa un manifesto politico. Penso che la sfera della sessualità dovrebbe rimanere riservata, specialmente quando ci sono responsabilità legate al combattimento non capisco cosa possa aggiungere il proclamare apertamente di essere eterosessuale o omosessuale. Credo sia giusto l’ordinamento dell’esercito americano dove è severamente proibito praticare l’omosessualità".

"Se un ufficiale o un soldato (anche etero) hanno un rapporto tra di loro vengono immediatamente radiati dall’esercito", spiega Giovanardi. "Il modello americano che funziona è quello del non chiedere e non rispondere, tu non esibisci la tua cosa e io non ti chiedo nulla. Non dico che un omosessuale conclamato sia inadatto all’esercito, io dico che un omosessuale può essere ed è stato un grande politico, un grande imprenditore, un grande artista, ma questi lo sono stati per la loro intelligenza, non perché hanno mai proclamato di essere gay. Concordo con l’ordinamento americano perché credo che anche per un ufficiale italiano che cominciasse a praticare la poligamia o a tenere atteggiamenti non consoni alla divisa che indossa abbia qualche difficoltà a continuare a fare l’ufficiale. Se uno è omosessuale è affare suo, se diventa un militante di un movimento gay non è più un affare suo, diventa un manifesto politico. Cito una battutaccia che non è mia. Un generale mi disse: una volta l’omosessualità era severamente proibita, oggi è tollerata; non vorrei che un giorno diventasse obbligatoria. Pur avendo fatto il servizio militare, non ho mai incontrato un carabiniere o un soldato con tendenze gay".

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