Giudice USA: licenziare perché gay si può

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Una corte d'appello conferma una sentenza che rigettava l'istanza di un lavoratore gay licenziato perché la legge non contempla l'orientamento sessuale tra le cause di discriminazione da combattere.

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Una corte d’appello federale americana ha sentenziato che licenziare una persona a causa della sua sessualità è legale.

La corte ha confermato una sentenza di un tribunale minore del 1998, che respingeva la causa di John J. Bibby, 41 anni, tecnico di laboratorio che aveva chiamato in giudizio la Philadelphia Coca-Cola Bottling Co, sostenendo di essere stato oggetto di maltrattamenti e licenziato perché gay.

Bibby era stato licenziato quando era stato trovato appisolato mentre una macchina funzionava male, procurando un grave danno alla produzione. Era stato licenziato e poi reinserito, dopo aver presentato un reclamo. Ritornando al lavoro, ha detto di essere stato maltrattato dai colleghi e dai suoi superiori, per il fatto di essere gay.

I legali della compagnia hanno negato le accuse, ma il caso non arrivò al tribunale perché il giudice diatrettuale Jan E. Dubois rigettò l’istanza sulla base del fatto che maltrattamenti e discriminazioni basati sull’orientamento sessuale non sono considerati dalla legge sui diritti civili. La corte d’appello ha confermato la sentenza, ma Bibby dovrebbe presentare nuovamente ricorso.

di Gay.com UK

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