Gli ritirarono la patente perché gay. Sarà risarcito

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È la prima volta nel mondo che una discrimnazione per orientamento sessuale causa danno esistenziale. Ma al ragazzo non basta: «Voglio le scuse di Berlusconi per conto dello...

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Danilo Giuffrida, catanese di 26 anni, ha vinto la sua causa contro lo Stato. Il giovane al quale fu sospesa la patente dopo essersi dichiarato gay alla visita di leva dovrà ricevere un maxi risarcimento da parte dei Ministeri autori materiali del danno subito, quello della Difesa e quello dei Trasporti. È quanto stabilito dal presidente della quinta sezione civile del Tribunale di Catania, Ezio Cannata Baratta.

La motivazione è alquanto rivoluzionaria: "I comportamenti tenuti dalle due amministrazioni – si legge nel testo – appaiono in evidente discriminazione sessuale del Giuffrida e in evidente dispregio dei principi costituzionali […] I comportamenti dei due ministeri hanno cagionato grave danno e sofferenza per l’umiliante discriminazione subita". "Il comportamento delle due amministrazioni – conclude il giudice – ha gravemente offeso ed oltraggiato la personalità del Giuffrida in uno dei suoi aspetti più sensibili e ha indotto in lui un grave sentimento di sfiducia nei confronti dello Stato".

«Il mio legale – ha dichiarato Giuffrida – mi dice che è il primo caso al mondo in cui viene riconosciuto un danno esistenziale per essere stato discriminato in quanto gay. La verità è che questa è stata una storia assolutamente assurda poiché i gusti sessuali centrano poco con la capacità di guidare un autoveicolo. A me è capitato questo ed ho sofferto tanto. Adesso c’è il risarcimento ma come dice il mio avvocato, Giuseppe Lipera, non bastano i soldi per ripagarmi. Il mio legale, infatti, ha chiesto al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che mi chiedano scusa a nome dello Stato».

La vicenda dai lati tragicomici iniziò alla visita di leva di Giuffrida quando lo psicologo della caserma di Augusta, una volta che il giovane si dichiarò gay, prese atto del suo orientamento sessuale e trasmise il dossier alle autorità competenti. Una procedura molto comune quando vigeva ancora l’obbligatorietà del servizio militare per i cittadini maschi. Ma pochi giorni dopo arrivò la spiacevole sorpresa: la Motorizzazione civile comunicò al ragazzo di essere inadatto alla guida per problemi psicofisici. Patente sospesa in attesa di una revisione dell’ idoneità.

Oggi la rivincita di Danilo Giuffrida. E di questi tempi non è cosa da poco.

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