Grande successo per il Gay Pride romano

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«Questa è una manifestazione di sinistra, io non credo alla trasversalità» lo afferma Massimo Mazzotta, presidente del Circolo omosessuale Mario Mieli.

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ROMA – Si è svolto in un clima festoso e senza incidenti, il Gay Pride romano. Accanto alle ormai mitiche "drag queen", ha sfilato il Che Guevara imbellettato, il trans brasiliano vestito da angelo in onore «della festa di S. Pietro e Paolo», e il neonato gruppo universitario «Queering Sapienza», che ha portato in piazza un camioncino su cui ballava la Minerva (statua simbolo della prima università di Roma) «finalmente libera di scegliere».

Al corteo hanno aprtecipato ufficialmente anche tutti i partiti del centrosinistra e della Cgil-Nuovi diritti. «Questa è una manifestazione di sinistra, io non credo alla trasversalità – spiega Massimo Mazzotta, presidente del Circolo omosessuale Mario Mieli, promotore del gay pride romano che si è svolto con il patrocinio del comune – e l’attuale maggioranza italiana lo dimostra:, stiamo assistendo all’erosione dei diritti di cittadinanza, lo vediamo nel campo del lavoro, della scuola, dell’immigrazione. E noi rivendichiamo prima di tutto i diritti di cittadinanza, prima di tutto siamo cittadini».

Tra le richieste più forti del Pride c’è quella del riconoscimento delle coppie di fatto. «Una strategia per sconfiggere la violenza favorendo l’emersione di decine di migliaia di omosessuali – commenta Franco Grillini, deputato Ds e presidente onorario dell’Arcigay – ciò significa anche dare valore alle relazioni tra gay, come accade in ben 9 paesi su 15 della comunità europea».

Intanto ieri il responsabile della politica per le famiglie di An, Riccardo Pedrizzi, ha rivolto un messaggio ai partecipanti del gay pride: «La costituzione assegna alla famiglia uno status speciale (favor familiae), riconoscendo diritti oggettivi in ragione della funzione sociale insostituibile da essa svolta», e sostenendo che «i diritti dei gay sono già riconosciuti».

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