Gruppi gay invitano a boicottare l’Egitto

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Proteste in tutto il mondo contro il processo ai 52 uomini arrestati durante una festa gay. La petizione di Gay.it.

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Le associazioni gay internazionali si stanno mobilitando per boicottare il turismo in Egitto. La Progressive Organization of Gays delle Filippine (ProGay), ad esempio, ha picchettato gli uffici della Egipt Air a Makati City, nell’ambito di una serie di iniziative di una giornata internazionale di protesta contro i maltrattamenti subiti dai gay arrestati lo scorso 11 maggio da parte delle autorità egiziane.

ProGay si è unita alle organizzazioni internazionali che tengono veglie fuori le ambasciate e i consolati d’Egitto per richiamare l’attenzione sul processo contro i 52 uomini arrestati per sospette attività omosessuali durante una festa privata sulle sponde del Nilo. Attivisti travestiti da mummie con bende sanguinolente che denunciano l’omofobia e la brutalità della polizia egiziana, hanno distribuito volantini ai passanti davanti alla sede principale della compagnia di bandiera egiziana nella commercialmente attivissima città filippina.

Intanto Al-Fatiha, un’organizzaizone internazionale di gay e lesbiche musulmani, ha chiesto l’incondizionato rilascio degli uomini, alcuni dei quali stavano solo passeggiando nelle vicinanze del locale o erano semplici parenti di altri arrestati. Gli osservatori dei diritti umani affermano che gli uomini sono stati torturati per farli confessare, e che immagini sconce prese da fonti commerciali, sono state usate dai giornali per illustrare la notizia del loro arresto.

ProGay ha chiesto ai filippini di boicottare il turismo in Egitto finché gli uomini non verranno rilasciati e le accuse al loro carico ritirate, mentre Faisal Alam, fondatore e presidente di Al-Fatiha, ha detto: «Tutti i musulmani sono chiamati a sollevarsi contro l’ingiustizia. Il Profeta Maometto (pace a lui) pensava che ogni musulmano deve lottare contro l’oppressione, prima con le sue mani, poi con le sue parole e infine, quando questi due mezzi fossero impossibili, sapendo nel proprio cuore che l’oppressione è sbagliata. L’Islam è una religione di pace e giustizia sociale. L’Islam non è omofobica e l’omofobia non è islamica».

Ricordiamo che Gay.com Gran Bretagna ha già avviato una petizione per protestare contro il processo che ha già raccolto più di 500 firme. La si può trovare all’indirizzo web http://uk.gay.com/petition/. E’ anche possibile inviare una nota al nostro ministro degli Esteri e all’ambasciatore italiano in Egitto, invitandoli a protestare con il governo egiziano per l’arresto e la detenzione di 52 uomini, "colpevoli" solamente di essere gay. Si possono usare i seguenti indirizzi: Ambasciata Italiana in Egitto (ambasciatore Mario Sica) ambcairo@brainy1.ie-eg.com; Ministero degli Esteri Italiano (ministro Ruggiero) numero fax 06-3222850.

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