Gubbio ha il registro delle Unioni Civili

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Per Arcigay è "una scelta di civiltà e rispetto delle persone”. Patrizia Stefani, di Arcigay Perugia: “anche Perugia segua il coraggioso esempio dell’amministrazione eugubina”

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Arcigay prende posizione sull’approvazione delle Unioni Civili da parte del Comune di Gubbio.

«Si tratta di una decisione di civiltà e di rispetto di tutti i cittadini – commenta il presidente nazionale Arcigay, Sergio Lo Giudice – che non discrimina ideologicamente sulla base dell’orientamento sessuale e delle scelte di vita delle persone». Patrizia Stefani, presidente del circolo Arcigay Arcilesbica Omphalos di Perugia aggiunge: "mi auguro che anche Perugia e gli altri maggiori centri dell’Umbria seguano l’esempio coraggioso dell’amministrazione eugubina".

Ormai la maggioranza degli stati europei ha esteso il matrimonio, o forme giuridiche equivalenti, anche alle coppie dello stesso sesso (Francia, Germania, Portogallo, Paesi Bassi, Belgio, Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia, Islanda). “Di fronte all’indecoroso ritardo dell’Italia sulla tutela della piena libertà degli affetti e dei sentimenti – continua Lo Giudice – è importante che i comuni facciano il possibile per riconoscere pari dignità sociale a tutti i cittadini”. Non si tratta soltanto di un atto simbolico: nelle politiche di sostegno ai nuovi nuclei familiari molti comuni italiani hanno già esteso gli aiuti anche alle coppie stabilmente conviventi.

Dal punto di vista normativo, il riconoscimento delle “Unioni Civili” da parte di un comune rappresenta semplicemente una piena applicazione della legge anagrafica dello stato. In base ad essa per famiglia si intende “un insieme di persone, legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti e aventi dimora abituale nel medesimo comune”. Non pertinente appare invece ogni richiamo all’art. 29 della Costituzione che nel riconoscere i diritti della famiglia “tradizionale”, non esclude il riconoscimento di altre forme di convivenza.

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