GUERRA AL CRUISING 4

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Se molti luoghi di ritrovo all'aperto della comunità omosessuale vengono chiusi, altri rimangono perfettamente accessibili. Ecco quali sono e come raggiungerli.

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I forum assurgono anche al ruolo, vista l’intraprendenza dei nostri lettori, di una guida Spartacus in sedicesimo, più utili poi perché sempre nuovi punti di ritrovo vengono segnalati quali funzionanti, anche in maniera spiritosa. Infatti Mouth (bocca, in inglese, che sia una onomatopea?) segnala in Toscana il top del cruising nella sua regione, il parcheggio Scandicci nella autostrada A1 (MilanoRoma) fra le uscite di Firenze Certosa e Signa, meta di incontri epici almeno secondo lui. Almeno questo, dice lui, ancora non lo hanno chiuso!

Illuminante poi, come un fulmine che squarcia l’oblio nelle tenebre Roberto da Varese, il quale ci fa sapere che per dei luoghi che chiudono come il parco di Gallarate altri rimangono come l’area di servizio Villoresi sulla autostrada del Laghi, nella zona delle toilette e nel parcheggio retrostante all’area di parcheggio del camion.

Ci spostiamo a Novara, perché Massimo riferisce che: “nel parco del Ticino di Galliate a 7 chilometri dalla mia città c’è un luogo (santuario del varallino, sempre dritto al termine della strada a destra tra le due discese e vicino al ristorante vecchia dogana) dove si incontrano gli uomini senza dare fastidio a nessuno,” e che questo parco non è stato minimamente leso da nessuno.

Ultima segnalazione, quella di Maskio da Pistoia, il quale ci fa sapere che: “La zona di battuage è nell’area industriale. Non vi sono insediamenti abitativi ma solo attività del terziario. Si batte in auto, non si da fastidio. Teniamo lontana la prostituzione. Ci si apparta con discrezione, non ci sono scene di sesso di gruppo visibili a chiunque (ma fare si fanno…) […] l’amministrazione è di centro-sinistra e da noi i preservativi per terra ci sono si ma molto meno che altrove in Italia“.

Queste le segnalazioni, adesso sarebbe giusto qualche commento. Come una mannaia si è abbattuta l’ira funesta di parecchi affezionati navigatori verso quello che viene definito un “falso sdegno” ed una “sbagliata attenzione” nei confronti di chi, in gay.it, ha dato voce alle lamentele di coloro che si sentono menomati dalla guerra al cruising. In principio, occorre ammettere che personalmente, la chiusura di un parco, è sempre una sconfitta, che non è detto sia una sconfitta sempre immeritata. Vedere un parco chiudere, mi riempie il cuore della medesima tristezza di quando vedo le inferriate alle finestre degli appartamenti al piano terra, per il timore, invero non sempre infondato, dei ladri. Dispiace che per colpa anche di TANTI gay che utilizzano il verde pubblico in maniera maldestra, dolosamente irrispettosa e lesiva in alcune occasioni dei diritti degli altri cittadini, tutti ne debbano fare le spese.

Il Parco Nord Milano, tanto per fare un esempio, non è solo luogo ove nelle ore serali è possibile consumare sesso promiscuo. È luogo ove tanto compagnie eterosessuali che omosessuali possono passeggiare, giocare a pallone, incontrarsi, conoscersi, chiacchierare al chiaro di luna. È posto meraviglioso e graziosissimo, ed è una manifestazione di INDECENZA che chi lo usa per appartarsi, una volta terminati i propri comodi, invece di usare rispetto nel gettare fazzoletti di carta e preservativi esausti in appositi contenitori, li getti a terra costringendo chi fruirà il parco la mattina dopo, ad uno spettacolo degno dello Zoo di Berlino.

Recintare però, o peggio ancora chiudere, è forse, rimedio peggiore del male, e lo è perché non risolve il problema della maleducazione alla propria base, ovvero costruendo un senso di comunità e di socialità secondo comportamenti condivisi e degni da parte di tutti. Recintare i luoghi, chiudere i parcheggi con la rete, serve solo a far sembrare quei posti ancor di più uno zoo di Berlino, e non serve a costruire una serie di virtuosismi etici nei cittadini, che sentiranno solo la privazione. Con la risultante, che si farà come all’idroscalo: fine del cruising nella zona del parco, ed inizio 5 chilometri più in là nella zona industriale di Peschiera Borromeo.

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Presuntuosamente, pensiamo di essere più utili noi con le nostre piccole parole, che mille vigili con il blocchetto delle multe in mano, perché il messaggio che noi portiamo con queste riflessioni è: ragazzi, siate rispettosi degli spazi pubblici. Non gettate fazzoletti per terra, anche se sono biodegradabili come tutta la cellulosa, e non gettate preservativi usati sul prato. Metteteli in un fazzoletto e gettateli nei cestini, perché così facendo, rispettate anche il prossimo e chi fuirà del parco dopo di voi.

Riflessione diversa quella sulla pretesa moralità del cruising all’aperto. In tale ottica, credo che una volta lette tutte le opinioni a riguardo, sia assolutamente illuminante la considerazione di Sergio che potete leggere qui, il quale dice che: “anche nelle cittadine / paesi di provincia sono spariti o comunque sono stati molto ridimensionati i luoghi di ritrovo all’aperto, che davvero erano l’unico punto di riferimento, e purtroppo non sono stati nemmeno rimpiazzati da locali come bar o discoteche. Risultato: è sparita qualsiasi traccia di vita omosessuale. Alla faccia delle conquiste e dei diritti acquisiti dal movimento gay (e ve lo dice uno che ha miltato per anni in una piccola sede di provincia del FUORI!…..) Oggi i giovani hanno tutti l’auto e se ne fregano di macinare chilometri, anche di notte, per raggiungere le mille luci delle grandi città più vicine, con i suoi specchi per le allodole e le sue chimere, ma chi è anziano e non è più disposto a pesanti spostamenti notturni di parecchi chilometri per recarsi in qualche locale gay, cosa fa? sta a casa da solo, completamente isolato, mentre una volta poteva fare due passi al parco deputato agli incontri “clandestini” e fare perlomeno due chiacchiere con qualcuno“.

Ad ognuno, la propria meditata riflessione!

di Luca Valeriani

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