GUERRA AL CRUISING GAY 2

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Seconda parte dell'inchiesta sullo smantellamento dei luoghi di incontro all'aperto. Senza moralismi o giudizi, ecco cosa succede a Milano. E quali sono i collegamenti con la politica.

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MILANO – Continuano a essere smantellati i luoghi di incontro all’aperto della comunità omosessuale milanese. Ultimamente alcuni lavori di “ristrutturazione” hanno cancellato un altro dei luoghi simbolo d’incontro del tempo che fu, il Parco di Porta Venezia ed i Bastioni di fronte. Rifacimento dei marciapiedi, illuminazione a giorno, cantieri a pioggia, che spacciati per riqualificazione delle aree urbane, e come per incanto uno dei luoghi più famosi degli incontri notturni di generazioni di gay è svanito come per incanto.

E non è l’unico caso: in Piazza Leonardo da Vinci, a Milano, sempre un mesetto fa sono state installate luminarie a giorno, e le piante dietro alle quali i gay s’imboscavano per una fugace conoscenza, sono state sfrondate, con la risultante che anche lì il giro è andato pressoché a morire.

A questo si aggiungano le frequentissime retate in Piazza Trento, luogo dedicato alla prostituzione maschile da anni, dove i ragazzi vengono iper-controllati e dove spessissimo per tutta la sera volanti della polizia e della vigilanza urbana stazionano a luci accese per scoraggiare il viavai di avventori e clienti.

Che dire, invero, di quello che era un posto simbolo dei giramondo meneghini, un luogo che ancorché pericoloso era tanto ricco di fascino per il suo ponte un po’ perverso, da essere riprodotto in sedicesimo in un noto locale milanese che ne rifà la meccanica in maniera egregia. Ovviamente si tratta della Fossa dei Leoni zona Cadorna. Anche in questo caso, presunte necessità di riordino dell’arredo urbano hanno nascosto un’opera chirurgica di smembramento del luogo per quanto atteneva al cruising gay con la distruzione del ponte e con il rifacimento delle zone retrostanti dove la gente si imboscava a fare conoscenza.

Come direbbero gli anchorman più consumati, last but not least, si poteva non accennare a due dei luoghi milanesi di incontro più famosi, come il Parco Nord, e l’Ortomercato? Se all’Ortomercato si stanno intensificando i controlli con i relativi fermi di polizia per tutti gli avventori, come raccontava un povero ragazzo milanese all’avvocato Menzione su gay.it poco tempo fa (scherzetto che a quel ragazzo costò il lavoro, e la relazione con il proprio compagno andata a picco per un fermo di 12 ore in gattabuia), al Parco Nord Milano la situazione è maledettamente più complicata.

Situato all’estrema periferia urbana della metropoli, il Parco Nord è un parco di cintura che tocca cinque diversi comuni. Pur espandendosi su una superficie di diversi ettari, le Guardie Ecologiche Volontarie (GEV) addette alla cura del patrimonio ambientale non trovano di meglio che concentrare i propri sforzi sul fazzoletto di pineta che è posta al lato del complesso scolastico, con sommo rammarico dei gay che frequentavano il luogo veramente delizioso soprattutto nelle stagioni miti. Questo volontari dell’ambiente, spesso pensionati che danno un senso al tempo libero, scorrazzano a bordo di Fiat Panda a 4 ruote motrici facendo un baccano dell’accidente beccandosi regolarmente gli accidenti di tutti i frequentatori del parco perché quando passano sollevano un polverone d’inferno.

Beninteso, non che tutti i gay che vanno al Parco Nord cerchino avventure, come detto il luogo è grazioso anche solo per parcheggiare l’auto, passeggiare, o fare dei veri ritrovi di compagnia nei periodi estivi, tanto è vero che spesso ci si ritrovano anche compagnie eterosessuali. Ora, un’altra zona del parco potrebbe anche andare a fuoco ma tanto loro non se ne accorgerebbero. Sono stati visti entrare diverse sere, infatti, tanto con le Panda all’interno della pineta, sfasciando diverse piante, quanto a bordo di motorini per poter cogliere i gay sul fatto. Con la risultante che, diverse volte, hanno appioppato multe di 300 euro con denuncia annessa a diversi sfortunati ed incauti ragazzi. In aggiunta alle guardie parco, Carabinieri lungo i viottoli asfaltati, polizia a cavallo, e vigilanza urbana passano spesso a controllare, con uno spiegamento di forze da fare invidia al G8.

Molti lettori ricorderanno inoltre le troupe di Telepadania che giravano per il Parco Nord in cerca di presunti spacciatori l’anno passato, nel pieno di una campagna moralizzatrice dei costumi che sembra dare i propri frutti postimi? Ecco, giravano in quella zona, nella zona del comprensorio scolastico, e siccome non ci si deve far mancare niente in materia di repressione omofobica, per scoraggiare l’afflusso serale e notturno, da qualche tempo sono spuntati dei cartelli di divieto di sosta e di fermata dalle 22 alle 6 su tutta l’area adibita a parcheggio (la cosiddetta promenade), con la risultante che più volte sono arrivati i vigili urbani, ed hanno multato a tappeto le auto dei gay imboscati nelle pinete.

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Discorso a parte merita la vegetazione che è stata nel tempo letteralmente martoriata per rendere la pineta “visibile” dall’esterno: alcuni alberi sono stati abbattuti perché troppo fitti. La conseguenza è che al Parco Nord nelle pinete oggetto di queste macabre attenzioni, non cresce più un albero perché non gli danno il tempo di svilupparsi.

In ultimo, una notizia fresca ed in anteprima per i lettori di gay.it: secondo indiscrezioni, di qui a qualche mese l’amministrazione del Parco Nord impianterà una sbarra per impedire alle automobili l’accesso all’area del comprensorio scolastico nelle ore notturne e del parcheggio!

Non appena insediato il primo governo di “conservatori” della storia repubblicana, le paure che percorsero la comunità gay furono legate al timore di un revanchisme omofobico, se non palesato nei programmi ed espresso nelle parole, attuato però surrettiziamente localmente nei fatti e con azioni mirate di disturbo.

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